La realtà che De Marchi esplora nel suo romanzo è quella di una Milano di fine Ottocento, una città vibrante e tumultuosa, segnata dalla febbre della speculazione e degli affari. L'autore ritrae la vita quotidiana della piccolo-borghesia, evidenziando i contrasti tra le esigenze dei sentimenti e le frustrazioni della routine lavorativa. Il protagonista, un modesto impiegato del registro, è guidato da un forte senso di onestà e dovere. Dopo aver assistito con dedizione alla famiglia del fratello suicida, riscopre un'energia vitale a lungo repressa, aprendosi infine all'amore e alla rinuncia. La sua vicenda si configura come un'avventura interiore, caratterizzata da una crescente maturazione di consapevolezze esistenziali e morali. Il romanzo è arricchito da una varietà di presenze vivaci e da sfondi paesistici e cittadini, coordinati in armonia dallo stile dell'autore. Le molteplici implicazioni dell'opera, a livello sociologico, linguistico e psicoanalitico, emergono chiaramente nell'ampia introduzione di Vittorio Spinazzola, che offre un approfondimento critico significativo. Questo aiuta il lettore a riconoscere le ragioni artistiche di De Marchi, il cui valore, a lungo trascurato, sta riscuotendo crescente attenzione sia tra i critici che tra il pubblico.
Vittorio Spinazzola Livres


Tirature '98
Una modernità da raccontare: la narrativa italiana degli anni novanta
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