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Volevo solo vendere la pizza

le disavventure di un piccolo imprenditore

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Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifi ca della Banca Mondiale, l'Italia è all'82º (ottantaduesimo) posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antiincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le «lavoratrici gestanti» dei rischi che corrono – ma solo quelle «di età superiore ad anni 15». E poi c'è l'ASL con tutti i regolamenti sull'igiene e l'obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida, vogliono fare una statistica?). C'è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un'infi nità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre fi nalmente l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti «lavoratori» e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega: non è sfi ga, è il sistema. L'eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di fl essibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l'economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi. Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili, con tanti aneddoti spassosi. Eroica e sfortunata protagonista, una piccola società che «voleva solo vendere la pizza».

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Volevo solo vendere la pizza, Luigi Furini, Marco Travaglio

Langue
Année de publication
2007
Reliure
(souple)
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Titre
Volevo solo vendere la pizza
Sous-titre
le disavventure di un piccolo imprenditore
Langue
Italien
Éditeur
Garzanti
Publié
2007
Format
souple
Pages
193
ISBN10
881160057X
ISBN13
9788811600572
Séries
Description
Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifi ca della Banca Mondiale, l'Italia è all'82º (ottantaduesimo) posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antiincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le «lavoratrici gestanti» dei rischi che corrono – ma solo quelle «di età superiore ad anni 15». E poi c'è l'ASL con tutti i regolamenti sull'igiene e l'obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida, vogliono fare una statistica?). C'è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un'infi nità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre fi nalmente l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti «lavoratori» e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega: non è sfi ga, è il sistema. L'eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di fl essibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l'economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi. Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili, con tanti aneddoti spassosi. Eroica e sfortunata protagonista, una piccola società che «voleva solo vendere la pizza».