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Rita Atria - eine Frau gegen die Mafia

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La storia di Rita Atria è una dolorosa presa di coscienza. Figlia di un boss di Partanna, fin da piccola è testimone di sanguinose guerre di potere tra famiglie, dove soprusi e regolamenti di conti sono all'ordine del giorno, ma la parola "mafia" non viene mai pronunciata. L'organizzazione invisibile le strappa prima il padre e poi l'amato fratello Nicola. Rimasta sola con una madre fredda, Rita decide di riscattare il buon nome della sua famiglia. Tuttavia, la sua sete di vendetta si trasforma in un forte senso di giustizia, portandola a confidarsi con la magistratura. Il suo lungo e doloroso percorso di denuncia delle logiche mafiose è registrato nei suoi diari, dove esprime la paura e la sfiducia che la sopraffanno. Le uniche persone che le rimangono accanto sono la cognata Piera Aiello, già testimone di giustizia, e il giudice Paolo Borsellino, che per lei rappresenta una figura paterna. Ma il 26 luglio 1992, dopo la strage di via D’Amelio, Rita, sola e ripudiata dalla famiglia, si getta dal settimo piano di un palazzo dove vive sotto protezione. Ha solo diciassette anni e il suo gesto segna la fine di un’era di speranza. Con uno stile asciutto e una narrazione coinvolgente, l'autrice restituisce la vicenda personale di Rita e un autentico spaccato della realtà siciliana.

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Rita Atria - eine Frau gegen die Mafia, Petra Reski

Langue
Année de publication
1994
Reliure
(souple),
État du livre
Bon
Prix
4,79 €

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Titre
Rita Atria - eine Frau gegen die Mafia
Langue
Allemand
Publié
1994
Format
souple
Pages
237
ISBN10
3455085962
ISBN13
9783455085969
Séries
Catégories
Mots clés
Description
La storia di Rita Atria è una dolorosa presa di coscienza. Figlia di un boss di Partanna, fin da piccola è testimone di sanguinose guerre di potere tra famiglie, dove soprusi e regolamenti di conti sono all'ordine del giorno, ma la parola "mafia" non viene mai pronunciata. L'organizzazione invisibile le strappa prima il padre e poi l'amato fratello Nicola. Rimasta sola con una madre fredda, Rita decide di riscattare il buon nome della sua famiglia. Tuttavia, la sua sete di vendetta si trasforma in un forte senso di giustizia, portandola a confidarsi con la magistratura. Il suo lungo e doloroso percorso di denuncia delle logiche mafiose è registrato nei suoi diari, dove esprime la paura e la sfiducia che la sopraffanno. Le uniche persone che le rimangono accanto sono la cognata Piera Aiello, già testimone di giustizia, e il giudice Paolo Borsellino, che per lei rappresenta una figura paterna. Ma il 26 luglio 1992, dopo la strage di via D’Amelio, Rita, sola e ripudiata dalla famiglia, si getta dal settimo piano di un palazzo dove vive sotto protezione. Ha solo diciassette anni e il suo gesto segna la fine di un’era di speranza. Con uno stile asciutto e una narrazione coinvolgente, l'autrice restituisce la vicenda personale di Rita e un autentico spaccato della realtà siciliana.