House on Endless Waters
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A moving novel about a writer's transformative journey in Amsterdam, where he discovers the truth about his mother's wartime experience - and about himself.






A moving novel about a writer's transformative journey in Amsterdam, where he discovers the truth about his mother's wartime experience - and about himself.
Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele, Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benni Avni, sindaco del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo quattro parole: "Non preoccuparti per me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola - e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benni Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna, vestita da escursionista, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Yossi Sasson. O cosa è successo al nipote della dottoressa Ghili Steiner, che doveva arrivare al villaggio con l'ultimo pullman, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Arieh Zelnik. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, rivissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, in attesa del momento della rivelazione.
An unnamed author waits in a bar in Tel Aviv on a stifling hot night. He is there to give a reading of his work but as he sits, bored, he begins to conjure up the life stories of the people he meets. Later, when the reading is done he asks a woman for a drink.
In the summer of 1989, at Tel-Kedar, a small settlement in the Negev Desert, the long time love affair between Theo, a sixty-year-old civil engineer, and Noa, a much younger school teacher, is slowly disintegrating.
In a distant village, all animals and birds have vanished. Only a young teacher and an old man discuss these mythical creatures with children who have never seen them, while a lonely boy dreams of animals amidst the eerie silence surrounding the topic.
Imagine your own home surrounded by roadblocks and tanks, your water turned off and the cashpoints empty. What would you do next? A young journalist, recently married with a young child, is seeking a quieter life away from the city and has bought a large new home in his parent's hometown. It's a complicated return - his wife hates his parents - but they are also moving back to live in an Arab village in Israel. Nothing is as they remember: everything is smaller, the people petty and provincial and the villagers divided between sympathy for the Palestinians and dependence on the Israelis. Suddenly and shockingly, the village becomes a pawn in the never-ending power struggles of the Middle East. When Israeli tanks surround the village without warning or explanation, everyone inside is cut off from the outside world. As the situation grows increasingly dire, paranoia begins to threaten the community's fragile equilibrium, forcing the hero to decide what it means to be human in an inhuman situation.
« Bonjour Alec ! Si tu n’as pas détruit cette lettre à l’instant même où tu as reconnu l’écriture sur l’enveloppe, c’est que ta curiosité est plus forte que ta haine ou que ta haine a besoin d’être alimentée. » Ainsi commence la première lettre d’Ilana à son ex-mari, Alec, après sept ans de silence. Il est devenu un intellectuel de renommée internationale et vit aux États-Unis. Elle s’est remariée à Michel Sommo, un juif sépharade religieux, et vit en Israël. Leur correspondance prend d’abord pour sujet Boaz, leur fils, une graine de voyou. Mais bien vite leurs échanges restituent leur vie passée : comme, après une catastrophe aérienne, le contenu de la boîte noire. Amoz Oz construit un étonnant roman épistolaire sur la manipulation au sein des familles. Il dessine, à partir de l’histoire intime de trois personnages, un portrait de l’Israël contemporain.
Le donne sanno aspettare. E' con l'attesa paziente, senz'armi e a volte senza nemmeno parole, che disegnano il corso della storia. Rebecca va incontro a colui che ancora non conosce eppure già ama, e prima di vederlo si figura il tempo che starà insieme a lui. Tamar desidera un figlio e l'ottiene aspettando il suo uomo sul ciglio della strada, là dove la curva piega verso la cima del monte. Emilia guarda il ghetto da una finestra cui non tornerà mai più. Claudia ricama in attesa che il suo lutto finisca e si trasformi in speranza, sotto un albero d'autunno. Elvira aspetta la terra promessa, e intanto fa nascere bambini altrui: non la vedrà mai, perché tutto finisce dentro un forno crematorio. Una giovane donna senza nome s'affaccia a un destino che ancora non sa, eppure è il suo. Un velo trascorre fra una generazione e l'altra, da una mano di donna all'altra: è un pezzo di stoffa. Fibra di lino ruvida, sgualcita dal tempo che passa. Non ha colore, ombra e luce soltanto carpisce dalle mani che sfiorano, prendono, toccano, muovono. Tessuto di mistero, trattiene la memoria e racconta queste attese. Elena Loewenthal