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Concita De Gregorio

    L'œuvre de cette auteure explore les questions sociales et politiques avec un œil aiguisé pour le détail et une sensibilité stylistique marquée. Son écriture se distingue par sa capacité à dépeindre des relations humaines complexes et les dynamiques de pouvoir au sein de la société contemporaine. Elle met l'accent sur un examen critique de la réalité, offrant aux lecteurs des perspectives éclairantes. Son approche littéraire se caractérise par la profondeur de la vision et la précision linguistique.

    Una madre lo sa
    Così è la vita. Imparare a dirsi addio
    In tempo di guerra
    Nella Notte
    Penelope alla guerra
    The Missing Word
    • The Missing Word

      • 112pages
      • 4 heures de lecture

      Based on a true story, an urgently told psychological thriller and the fierce portrait of a woman in all her frailty and courage Irina's life with her husband and her twin daughters is orderly. An Italian living in Switzerland, she works as a lawyer. One day, something breaks. The marriage ends without apparent trauma, but on a weekend seemingly like any other, the girls' father takes Alessia and Livia away with him. They disappear. A few days later the man takes his own life. Of the girls, there is no trace. Concita De Gregorio takes the unadorned, terrible facts of this true story and embodies the protagonist's voice. In a narrative that is fast and urgent, she unravels these traumatic events to tell the story of a mother bereft of her children - a state for which there is no word. The Missing Word delves deep into Irina's thoughts and memories as she grasps at the shreds of truth and, piece by piece, stitches her life back together.

      The Missing Word
      3,8
    • Penelope alla guerra

      • 306pages
      • 11 heures de lecture

      La prima opera narrativa di Oriana Fallaci: la storia di una donna che, straniera a New York, non esita a sfidare le convenzioni (e le ingiustizie) di una società maschilista. Penelope che non si rassegna al ruolo domestico di chi tesse la tela aspettando il ritorno di Ulisse, ma, Ulisse lei stessa, Giò viaggia alla ricerca della sua identità e della sua libertà. Si disfa con freddezza della sua verginità, si innamora con ribellione di un uomo debole e incerto che si rivela omosessuale, affronta con coraggio il triangolo in cui si trova coinvolta da Richard (l'uomo che ama) e Bill (l'uomo amato da Richard). Dieci anni dopo, il volto di Giò, la protagonista di questo romanzo, potrebbe essere quello dell'io narrante di "Lettera a un bambino mai nato".

      Penelope alla guerra
      3,0
    • Nora D. studia a Pisa e nella sua tesi di dottorato esplora le ragioni della mancata elezione del presidente della Repubblica durante una celebre congiura politica. Intitolato "Nella Notte", il lavoro ricostruisce la vicenda attraverso i racconti confidenziali di alcuni protagonisti, focalizzandosi sugli incontri segreti avvenuti tra le sette di sera e le nove del mattino. Nora indaga sui dettagli della congiura e scopre un delitto. Grazie alla qualità della sua tesi, ottiene un prestigioso impiego in un centro studi a Roma, che si rivela essere una centrale di dossieraggio e ricatti. Decide di lasciare il lavoro, ma incontra Alice, la sua migliore amica d'infanzia. Per Alice, il centro studi diventa un osservatorio ideale per analizzare il meccanismo delle tre Esse - Sesso, Soldi, Segreti - che governano l'informazione politica. Insieme, avviano un'indagine segreta che parte dal delitto di quella notte decisiva e si concentra sulla Guerra dei dossier, rivelando scandali sessuali che hanno coinvolto figure politiche di primo piano. Concita De Gregorio racconta una storia di potere, esplorando la matrice del presente e la minaccia sul futuro, in un romanzo teso e avvincente, con il respiro del thriller e la potenza del ritratto generazionale.

      Nella Notte
    • Così è la vita. Imparare a dirsi addio

      • 124pages
      • 5 heures de lecture

      I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos'è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli. Né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa. Dell'invecchiare, dell'essere fragili, inadeguati, perfino del morire parliamo ormai di nascosto. Ai bambini è negata l'esperienza della fine. La caducità, la sofferenza, la sconfitta sono fonte di frustrazione e di vergogna. L'estetica dell'eterna giovinezza costringe molte donne nella prigione del corpo perfetto e le inchioda dentro un presente mortifero, incapace di darci consolazione, perfino felicità. In questa intensa, sorprendentemente gioiosa inchiesta narrativa, Concita De Gregorio ci chiede di seguirla proprio in questi luoghi rimossi dal discorso contemporaneo. Funerali e malattie, insuccessi e sconfitte, se osservati e vissuti con dignità e condivisione, diventano occasioni imperdibili di crescita, di allegria, di pienezza. Perché se non c'è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, non c'è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo In forza.

      Così è la vita. Imparare a dirsi addio
    • Una madre lo sa

      • 123pages
      • 5 heures de lecture

      Non è semplice essere madri, tutto quello che si fa sembra sbagliato e le persone sono subito pronte a giudicare chi sia una buona madre e chi no. Concita De Gregorio ci racconta venti storie di madri e di maternità dimostrandoci che, nonostante problemi e difficoltà, l'amore che lega una madre al proprio figlio è sempre perfetto.

      Una madre lo sa
    • Io vi maledico

      • 186pages
      • 7 heures de lecture

      «Io vi maledico» c'è scritto sulla lapide di marmo che un operaio dell'Ilva di Taranto ha voluto mettere per strada, sotto casa sua. E «Io vi maledico», dice la figlia dell'imprenditore che si è ucciso strozzato dall'usura bancaria. Sono due delle storie che compongono il ritratto corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi in malattia sociale o in vento di cambiamento. C'è il ragazzo sardo che voleva partecipare a X Factor, non l'hanno preso ed è tornato in miniera. C'è Michele, 4 anni, che ha fatto il test per misurare la rabbia e doveva prendere delle medicine, ma sua madre ha deciso di no. La fatica dei genitori, la sazietà disillusa dei figli. Emanuela che ha scritto due volte a Marchionne e che sa - glielo ha spiegato suo padre - cosa significa «comportarsi da uomo». C'è Milagros che racconta che gli indignados sono orfani delle carte di credito e figli degli sfratti. C'è la rabbia degli adolescenti, cui i professori non sanno dare risposte. Ci sono cinque donne sindaco del Sud, dove le teste di maiale non son maschere da indossare alle feste. E c'è Atesia, dove le donne del call center rispondono la notte ai maniaci per non perdere 80 centesimi lordi. Un ritratto scritto con parole dure come la pietra. O come la verità. Unico antidoto alla rabbia di chi è stanco di non essere ascoltato.

      Io vi maledico
    • Un libro sulle donne e per le donne. Racconta la vita di dieci figure femminili che hanno caratterizzato la storia universale e si sono proposte per la loro unicità. Donne che l'autrice ha sfiorato dal vivo ancora bambina, come Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Nise da Silveira, Vivian Maier, Silvina Ocampo, Maria Lai, Lisetta Carmi e altre ancora

      Un' ultima cosa
    • Piccola Biblioteca - 640: Malamore

      Esercizi di resistenza al dolore

      • 169pages
      • 6 heures de lecture

      "Le donne hanno più confidenza con il dolore. È un compagno di vita, è un nemico tanto familiare da essere quasi amico. Ci si convive, è normale. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. È una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa. Le storie qui raccolte sono scie luminose, stelle cadenti che illuminano a volte molto da lontano una grande domanda: cosa ci induce a non respingere, anzi a convivere con la violenza? Perché sopporta chi sopporta, e come fa? Quanto è alta la posta in palio? Alcune soccombono, molte muoiono, moltissime dividono l'esistenza con una privata, indicibile, quotidiana penitenza. Alcune ce la fanno, qualche altra trova nell'accettazione del male le risorse per dire, per fare quel che altrimenti non avrebbe potuto. Sono, alla fine, gesti ordinari. Chiunque può capirlo misurandolo su di sé. Sono esercizi di resistenza al dolore."

      Piccola Biblioteca - 640: Malamore