Julius Evola
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An intimate portrait of Evola and his wartime activities that rebuts many of the Fascist pseudo-myths about him--
Gianfranco de Turris est un journaliste, essayiste et écrivain italien spécialisé dans l'étude de la littérature fantastique italienne. Son travail explore en profondeur des genres qui repoussent souvent les limites de la réalité et de l'imagination. De Turris apporte un intellect vif et une passion à ses analyses, offrant aux lecteurs un aperçu riche du développement et des thèmes de la tradition littéraire fantastique. Son écriture est appréciée pour sa profondeur et sa perspective experte sur ce genre captivant.





An intimate portrait of Evola and his wartime activities that rebuts many of the Fascist pseudo-myths about him--
Quest'opera principale di Julius Evola, scritta tra il 1931 e il 1932 e pubblicata nel 1934 in Italia e nel 1935 in Germania, rappresenta un passaggio fondamentale per l'autore. Essa segna la transizione dalla filosofia e dall'esoterismo a una complessa visione del mondo tradizionale, fungendo da base per le sue posizioni metapolitiche e spirituali nei quarant'anni successivi. Rivolta contro il mondo moderno si distingue per il suo approccio "scientifico" e per l'interpretazione mitico-simbolica della storia. L'opera analizza le cause della crisi del mondo contemporaneo, evidenziando i processi distruttivi che minacciano valori e forme superiori di esistenza. Non si limita a descrivere la crisi, ma propone un confronto tra civiltà, suggerendo ciò che può rivendicare una normalità superiore in vari ambiti, come lo Stato, la legge, e il sacro. Gottfried Benn definì il libro come un'opera il cui significato si sarebbe rivelato nel tempo, mentre altri hanno sottolineato i contenuti spirituali che invitano a riconquistare una civiltà autentica. L'importanza del riferimento alle origini è un tema centrale, e l'opera offre una nuova prospettiva sulla nascita e l'evoluzione del mondo moderno, integrando visioni di diverse civiltà. La nuova edizione include aggiornamenti bibliografici e tre saggi in appendice, analizzando il rapporto Evola-Guénon, le edizioni del libro e le recensioni degli anni Trenta.
Selvaggi cavalieri al galoppo, ruggire di tuoni, furia di marosi, nuvole che attraversano minacciose i cieli. E uno scenario nordico, che evoca antiche tradizioni leggendarie. Ma è anche lo sfondo di un poema inedito di Tolkien, curato dal figlio Christopher, a cui il Maestro pose mano pochi anni prima dello "Hobbit" ispirandosi alla celebre saga di Artù e della Tavola Rotonda. Il mitico re diventa qui il cavaliere dell'ultima resistenza all'invasione del male, l'epico difensore di un Occidente in crisi. La sua è una "guerra al destino", incorniciata dai classici leit-motiv della famosa leggenda, ma rivissuti secondo nuove prospettive: l'amore tragico di Lancillotto, il fascino ambiguo di Ginevra, il dramma di Artù, l'eroismo di Gawain, le passioni dei membri della Tavola Rotonda. Ciò che Tolkien ci offre è in realtà non solo una favola epica, ma la rappresentazione in chiave poetica delle vicende eterne del pensiero: lo scontro fra Bene e Male, civiltà e barbarie, ordine e caos, diritto e sovversione, dovere e opportunità, orgoglio e percezione del limite. Testo inglese a fronte