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Andrea Molesini

    28 décembre 1954
    Non tutti i bastardi sono di Vienna
    Purché non sembri Natale
    Piccola Biblioteca - 482: Hotel Insonnia
    L'avventura di Ulisse
    BUR ragazzi: Aznif e la strega maldestra
    La sorcière de Venise
    • La sorcière de Venise

      • 112pages
      • 4 heures de lecture

      A Venise, les choses ne marchent jamais bien droit. Un jour, il y a de cela très longtemps, elles se mirent à aller franchement de travers. Tout commença à cause de la Befana, cette célèbre sorcière italienne, ou plutôt à cause de son balai qui eut la mauvaise idée de tomber en panne alors que sa propriétaire s'apprêtait à faire sa distribution de jouets et de morceaux de charbon. La Befana atterrit tant bien que mal dans le jardin de Bartolomeo Foscarini, qui était en train de boire du vin en compagnie de son ami Samuel. Quand elle reprit sa route, elle était complètement ivre. Elle commit alors une erreur qui eut des conséquences d'abord très drôles, puis assez graves.

      La sorcière de Venise
      3,9
    • "C'era una volta un principe che viveva in una bolla di spone. Nella bolla di sapone c'erano un letto, un lampadario di cristallo, un frigorifero, un fornello e una boccetta d'olio. La bolla di sapone se ne andava in qua e in là, sulle ali del vento."Comincia così la storia di Aznif, che è una storia un po' magica, ci dice l'autore, e parla di una persona leggera, che abitava in una casa più leggera dell'aria, e in una città più leggera dell'acqua che si chiama Amsterdam.

      BUR ragazzi: Aznif e la strega maldestra
      3,0
    • Il viaggio e la vendetta di Ulisse, il dramma dell'attesa di Penelope e di un'interpretazione vivace ma rispettosa dell'antico poema di Omero. Età di da 11 anni.

      L'avventura di Ulisse
      3,0
    • Piccola Biblioteca - 482: Hotel Insonnia

      • 191pages
      • 7 heures de lecture

      Charles Simic, ironico, sfrontato, guizzante e tenero poeta, è maestro della lirica breve e della sprezzatura. Il suo mondo, folto di immagini balenanti («Le stelle – impronte di denti sulle matite dei bambini»), è una sottile, tenace esplorazione di quanto ci sta intorno. L’insonnia è la sua malattia. Il suo sguardo, attratto dalle zone di confine, si posa spesso su una regione sospesa tra il sogno e la veglia, la fantasticheria e la contemplazione, in cui il lettore si trova, in un primo momento, spaesato. Le sue parole ricreano fotogrammi dall’inquadratura decentrata, ritraggono dettagli della realtà per mostrarne l’elemento alieno che vi è inglobato, allegramente terrifico, eppure consueto. Un elemento che vive a nostra insaputa e sotto i nostri stessi occhi: «e a mezzogiorno il soffitto / è un sontuoso viluppo / d’ombre frondose / che s’aggrovigliano e sgrovigliano». Il tono discorsivo, il lessico semplice, la sintassi elementare e il verso libero danno forma a visioni terse, sorprendenti quanto icastiche, trama di un cantare zingaro che costeggia la morte opponendole il sorriso di un’intelligenza ardente quanto vigile.

      Piccola Biblioteca - 482: Hotel Insonnia
      3,7
    • Purché non sembri Natale

      • 266pages
      • 10 heures de lecture

      Natale è tempo di scelte e divisioni. Prima di discutere su pranzo o cenone, albero o presepe, panettone o pandoro, ci si confronta sulla festa stessa. Per alcuni, è magia e desiderio di bontà; per altri, è solo stress e routine. Si fronteggiano così gli amanti del Natale e i contrari, ma esiste una terra di mezzo ricca di sfumature. Questa raccolta nasce dal desiderio di esplorare questa via, offrendo punti di vista originali a chi è stanco delle opposizioni scontate. Le voci di autori italiani contemporanei e di penne internazionali si alternano per guidarvi in un viaggio inatteso. Pino Cacucci, Gianrico Carofiglio, Piero Colaprico e Antonio Pascale vi porteranno lungo le vie più oscure del male, mentre Maeve Brennan, James Herriot, Roberto Perrone e Nadia Terranova dimostreranno che anche il Natale più classico ha le sue crepe. Andrea Molesini, Luca Ricci e Jean Stafford presenteranno protagonisti insospettabili alle prese con lo spirito natalizio, mentre Morley Callaghan, Mavis Gallant e James Thurber evidenzieranno l'importanza di lasciarsi sorprendere. Le migliori sorprese, infatti, sono quelle che sfidano le aspettative, e il Natale non fa eccezione: ogni Natale ha un suo perché, purché non sembri Natale.

      Purché non sembri Natale
      3,0
    • Non tutti i bastardi sono di Vienna

      • 363pages
      • 13 heures de lecture

      Autunno 1917, Caporetto. Gli austriaci arrivano al Piave. Villa Spada viene requisita e diventa un comando nemico. La famiglia Spada si scopre, all'improvviso, ospite in casa propria. La storia è raccontata in prima persona da Paolo, un diciassettenne che nell̉ultimo anno della Grande Guerra conosce per la prima volta l̉amore, la gelosia, la vendetta, e capisce che vincitori e vinti sono avviluppati dalla stessa tragedia che travolge nazioni e famiglie, e minaccia ogni ordine conosciuto, ogni ricordo di civiltà. ʺA generali cretini seguiranno sergenti cretiniı, predice il nonno. Così il ragazzo si fa uomo, mentre l'Italia sconfitta prepara la riscossa. (Wikipedia).

      Non tutti i bastardi sono di Vienna
      3,5
    • La primavera del lupo

      • 295pages
      • 11 heures de lecture

      Nel marzo del 1945, un gruppo eterogeneo di persone si rifugia nel convento di San Francesco del Deserto, nell’isola di Venezia. Tra di loro ci sono due bambini, Pietro e Dario, con caratteri e educazioni opposte; due anziane sorelle, Maurizia e Ada; e una giovane suora, bella e sospetta, che scrive un diario. Braccati dai nazisti, ricevono aiuto da un pescatore libero e da un frate energico. Durante la fuga, si unisce a loro un disertore tedesco che porta con sé un segreto pericoloso, il cui comportamento brusco cambierà il destino del gruppo. L’inseguimento si svolge sotto lune immense, attraverso boschi bui e luoghi abbandonati, con colpi di scena e incontri con partigiani e fascisti. In questo contesto carico di diffidenza e terrore, emergono anche segni di bontà. La storia di Pietro e Dario diventa così una fuga dalla guerra e dalla sua violenza, mentre la lingua dell’infanzia, capace di accogliere e divertire, si oppone all’odio e alla paura che dominano il mondo.

      La primavera del lupo