Bruno De Stefano Ordre des livres (chronologique)






Un viaggio nella criminalità organizzata campana attraverso 101 episodi di sangue, violenza e intrighi, che rivelano il devastante potere della camorra. Le storie non riguardano solo boss e scagnozzi, ma anche persone della società civile che hanno pagato un prezzo altissimo per opporsi alla violenza e all’illegalità. Si parla di vittime innocenti, carabinieri corrotti, killer pentiti, preti con una doppia vita, politici collusi, eroi mancati e martiri uccisi nell’indifferenza. Alcuni episodi sono noti, mentre altri sono stati dimenticati o ignorati, con media che hanno trascurato o sottovalutato certi eventi, e delitti rimasti impuniti. Ogni storia denuncia un potere parallelo, strisciante e tentacolare, che infesta progressivamente tutti gli ambiti della società, rappresentando un fenomeno allarmante che coinvolge l’intera Italia, non solo il sud. Bruno De Stefano, nato nel 1966 a Somma Vesuviana, è un giornalista professionista con esperienza in cronaca nera e giudiziaria, avendo lavorato per vari quotidiani. Attualmente è redattore di un quotidiano freepress e ha pubblicato diverse opere con Newton Compton.
I nuovi padrini. Camorra, 'ndrangheta e mafia: chi comanda oggi
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Strozzateci tutti
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Indagati, imputati, condannati, salvati dalla prescrizione. Mentre la Campania cade nel baratro dell'emergenza spazzatura, soffoca per la disoccupazione ed è messa in scacco dalla violenza della camorra, la sua classe dirigente rimane nel mirino della magistratura per i reati più gravi e disparati. Si va dal Governatore della Campania, l'afragolese "rosso" Antonio Bassolino, alla sbarra per lo scempio dei rifiuti, al suo acerrimo rivale di partito, Vincenzo De Luca, sindaco dì Salerno, rinviato a giudizio dopo tre richieste di arresto andate a vuoto, Passando per l'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, accusato di aver accettato viaggi e soggiorni di lusso in cambio di favori, e i! suo ex collega di governo Clemente Mastella, indagato con l'accusa di aver utilizzato il suo potere per estorcere nomine e assessorati. E il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (pdl), chiamato in causa da pentiti di camorra; il vice capogruppo alla Camera dei berlusconiani Italo Bocchino, nei guai per l'inchiesta "Magnanapoli" sugli appalti truccati per favorire l'imprenditore Alfredo Romeo; l'ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Cardillo (pd), arrestato per l'affare Romeo; il consigliere regionale Nicola Ferrara (udeur), sottoposto a diverse misure cautelari, dall'obbligo di dimora a Casal di Principe al divieto di dimora in Campania...
Napoli criminale. Omicidi di camorra ma non solo
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Un far west senza sceriffi dove il crimine impera indisturbato. Ecco come appare Napoli a chi legge le cronache che raccontano di una città mattatoio attraversata da una violenza che non risparmia niente e nessuno. Una città in cui il sangue imbratta, senza distinzioni sociali né geografiche, le strade eleganti e i vicoli malfamati, i quartieri dei ricchi e i rioni dei poveracci, i palazzi della politica e le stanze del potere. Nel vasto e variegato catalogo degli orrori che si sono consumati all'ombra del Vesuvio, uno spazio rilevante è occupato dai clan della camorra che con le loro guerre hanno provocato centinaia e centinaia di morti. Ma si commetterebbe un grosso errore nel ricondurre tutto il male solo ai macellai delle cosche che si combattono per accaparrarsi il mercato della droga o il controllo delle estorsioni. Perché Napoli è anche la città dell'inafferrabile mostro che massacrò una famiglia in via Caravaggio, dell'oscuro e ancora impunito delitto dell'affascinante Anna Parlato Grimaldi, della tragica fine di due ragazzine conquistate dai modi gentili di tre bulli di Ponticelli protagonisti di un processo lungo e tormentato. Ma Napoli è anche la città dove a voler far bene il proprio dovere si rischia la vita, come testimoniano l'assassinio di un poliziotto onesto come il capo della Squadra mobile Antonio Ammaturo e l'agguato a un giornalista troppo curioso come Giancarlo Siani.

