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Franca Genta Bonelli

    Quaranta frustate
    Her Privates We
    Il bambino senza nome
    • Il bambino senza nome

      • 446pages
      • 16 heures de lecture

      Mark, un giovane ricercatore a Oxford, riceve una visita inaspettata da suo padre Alex, che porta con sé un segreto angosciante. Questo segreto è racchiuso in una valigia logora, contenente ricordi che Alex ha cercato di seppellire per quasi settant'anni. Mark si trova così a dover aiutare il padre a ricostruire la sua storia, un'epopea tragica e incredibile di un bambino ebreo bielorusso di cinque anni. Questo bambino è riuscito a scampare allo sterminio della sua famiglia e del suo villaggio, vagando per nove mesi nei boschi, affrontando neve e lupi. Catturato da un'unità lettone filonazista, si ritrova di fronte a un plotone di esecuzione. In quel momento, con una domanda innocente e sorprendente, chiede: «Puoi darmi un pezzo di pane, prima di spararmi?». Questa richiesta inaspettata gli salva la vita, ma non lo protegge dalle beffe del destino. Le SS lo scelgono come mascotte, trasformandolo in un simbolo di propaganda. Ora, Alex desidera ricordare le sue radici, la sua famiglia e il suo passato, cercando di scoprire la verità dietro il nome falso con cui ha vissuto, Alex Kurzem.

      Il bambino senza nome
      4,0
    • Her Privates We

      • 288pages
      • 11 heures de lecture

      First published in 1930, 'Her Privates We' is the great book of World War I written from the ordinary soldier's point of view. Called the "book of books" by Lawrence of Arabia, 'Her Privates We' is an expressionist classic that magnificently captures the horror of war.

      Her Privates We
      4,0
    • Quaranta frustate

      La mia ribellione alla legge degli uomini

      • 191pages
      • 7 heures de lecture

      È un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Khartoum, viene arrestata dalla polizia in un ristorante. Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in Sudan, terra della sharia, è considerato oltraggio alla “moralità pubblica” e come tale va punito con quaranta frustate. Lubna e altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, vengono caricate su una camionetta, picchiate, portate in prigione. È un castigo che ogni anno viene inflitto a migliaia di donne, che subiscono in silenzio. Per vergogna. Ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere. «Possono anche darmi 40.000 frustate, ma non starò zitta». Non ha paura di sfidare apertamente l’assurda legge degli uomini. Nata nella città dove il Nilo Bianco e Azzurro si congiungono, orgogliosa del suo faticoso e quotidiano percorso di emancipazione, ci conduce con il suo cuore di donna nel cuore nero di quello che è diventato negli ultimi decenni uno dei paesi più integralisti e misogini di tutto il mondo arabo-islamico, un paese in cui basta rientrare tardi dal negozio di alimentari per essere marchiata come “prostituta”, e la parola di quattro uomini per venire condannata alla lapidazione.

      Quaranta frustate
      3,6