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Dario Mazzone

    La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz
    Utz : roman
    Biblioteca Adelphi - 222: Che ci faccio qui?
    Lettre à mon juge
    • Lettre à mon juge

      • 189pages
      • 7 heures de lecture

      La cause est entendue: crime passionnel. Charles Alavoine, respectable médecin de La Roche-sur-Yon, assassin de Martine Englebert, sa maîtresse, est en prison. Mais au-delà du verdict, il reste la vérité humaine... Dans cette longue lettre au juge, peu après sa condamnation, Alavoine retrace les étapes du chemin qui l'a conduit au meurtre: l'autorité possessive d'une mère qui a décidé de ses études et de son mariage, puis d'une seconde femme, qui à son tour, supplantant la mère, va régenter sa vie. L'apparition de Martine, venue occuper un emploi de secrétaire après avoir mené à Paris une existence des plus libres, a d'abord été comme un grand souffle de liberté et de passion... Mais certaines rencontres ne sont-elles pas trop fortes pour un caractère timide et soumis ? La crainte, la jalousie, le confinement de la vie provinciale et du rôle social, l'explosion des pulsions trop longtemps contenues... Ces thèmes obsédants de l'univers romanesque propre à Georges Simenon trouvent ici une expression lucide, dépouillée, quasi désespérée.

      Lettre à mon juge
      4,1
    • In questo libro Bruce Chatwin raccolse, negli ultimi mesi prima della morte, quei pezzi dispersi della sua opera che avevano segnato altrettante tappe di una sola avventura, di tutta una vita intensa come «un viaggio da fare a piedi». Qui lo vedremo spuntare nei luoghi più disparati e fra le persone più opposte: al seguito di Indira Gandhi mentre annota un diario esilarante o in visita da Ernst Jünger, alla ricerca dello yeti o in quartieri malfamati di Marsiglia, o in Africa mentre si scatena un colpo di Stato, a cena con Diana Vreeland o con Werner Herzog nel Ghana o con un geomante cinese a Hong Kong. I numerosi lettori di Chatwin sanno che egli fu, prima ancora che un romanziere e un saggista, qualcuno che è sempre in viaggio e osserva ogni esperienza con lo sguardo penetrante di chi, a partire da qualsiasi cosa, vuole andare il più lontano possibile. Con lui riscopriamo che il tono di fondo del narratore in genere è quello del viaggiatore che si ferma a ricordare ciò che ha visto. Il timbro, l’asciuttezza, l’icasticità della prosa di Chatwin sono stati uno dei grandi e preziosi doni letterari degli ultimi decenni. E proprio alla fine di queste pagine Chatwin ci svela, con un guizzo finale di mirabile teatralità, che dietro l’arte della sua prosa ha sempre operato un consiglio che una volta gli diede Noel Coward, «il Maestro»: «Non si lasci mai intralciare da preoccupazioni artistiche».

      Biblioteca Adelphi - 222: Che ci faccio qui?
      3,9
    • Utz : roman

      • 120pages
      • 5 heures de lecture

      Dans Prague la mélancolique, le singulier baron Utz vit depuis des années parmi une collection d'anciennes figurines en porcelaine de Saxe, dont le pouvoir communiste a bien voulu lui laisser la garde. Mais pourquoi les précieuses figurines disparaissent-elles à sa mort, en 1974 ? De l'ancienne légende pragoise du Golem au rôle de la fidèle Marta, servante-maîtresse, le narrateur devra, pour percer l'énigme de notre rapport secret avec les choses, s'aventurer dans bien des ambiguïtés. Ecrivain du voyage, Bruce Chatwin explore, avec ce livre terminé peu avant sa mort en 1989, la passion intime, introvertie, du collectionneur. Utz le sédentaire et Chatwin l'errant se retrouvent dans leur fascination pour l'art, quête désespérée du beau. Et la mystérieuse alchimie entre création et réalité. Marion Scali, Libération.

      Utz : roman
      3,7
    • La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz

      • 126pages
      • 5 heures de lecture

      Ultimo libro pubblicato da Chatwin, questo romanzo fu subito salutato come "una gemma squisita, compatta, luccicante, riccamente sfaccettata". Secondo Susannah Clapp il protagonista di Utz (1988) ricorda assai da vicino un collezionista praghese di porcelane che Kate Foster, un colega di Sotheby's, "conobbe una trentina d'anni fa e di cui parlò a Bruce, il quale non molto tempo dopo andò a cercarlo... Era un uomo molto freddo e cinico, con una voce sottile e aspra e uno sguardo acuto, un uomo forse un po' grigio, ma di grande vigore intellettuale... la sua biografia si rispecchia, almeno a grandi linee, in quela di Utz: la collezione e la sua inspiegabile scomparsa, i dettagli dei pezzi più significativi, gli attriti con le autorità cecoslovacche, il matrimonio con la governate, il ristorante frequentato dai militanti del Partito".

      La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz
      3,3