Spiel, Satz und Mord Marco Luciani hat der Verbrecherjagd abgeschworen und will in Barcelona ein neues Leben beginnen. Doch dann bittet ihn ein verzweifelter italienischer Unternehmer um Hilfe: Seine Tochter ist spurlos aus einer privaten Barceloner Tennisakademie verschwunden. Zähneknirschend bucht Luciani einen Kurs in dem noblen Institut und entdeckt bald mehr, als ihm lieb ist, über die nicht so glanzvollen Hintergründe des Profi-Tennis und die Fallstricke der Schönheit. „Paglieri dringt ein in die Schwächen der Figuren, authentisch, glaubwürdig, beinahe sündhaft.“ La Repubblica
Claudio Paglieri Livres
Claudio Paglieri est un écrivain et journaliste italien dont l'œuvre mêle humour et récits captivants. Il est connu pour créer des livres humoristiques et des romans, démontrant une approche littéraire polyvalente. En tant que journaliste, il collabore au quotidien ligurien Il Secolo XIX. Son écriture explore souvent des intrigues fascinantes avec une touche de suspense.






Cucina mortale Ausgerechnet der asketische Commissario Luciani wird als Leibgarde des ebenso berühmten wie umstrittenen Restaurantkritikers Dolci abgestellt, der Drohbriefe erhält. An Verdächtigen mangelt es nicht: von ruinierten Köchen über eine viel zu junge und schöne Ehefrau bis hin zum zwielichtigen Chauffeur. Allein, es fehlt der Mord. Denn hier, so schärft ihm der neue Polizeichef ein, geht es nicht um Verbrechensbekämpfung, sondern um Publicity. Bis zu Lucianis größtem Glück endlich eine anonyme Leiche auftaucht, die eine seltsame Substanz ausschwitzt – reines Olivenöl. „Originell und hochspannend …“ Italien Magazin „Italiens bester Krimiautor.“ Corriere della Sera
„Der Mann kann erzählen wie der Teufel.“ Peter Henning Luciani grollt: er hat keine Wohnung, keine Freundin mehr und nicht mal einen spannenden Mordfall auf dem Tisch, dafür aber einen nervtötenden neuen Vize und eine Glutenallergie. Doch dann wird bei Genua die Leiche eines alten Fischers an Land gespült. In der Faust ein Häufchen kleiner Kiesel, wie man sie an der gesamten ligurischen Küste nicht findet. Sie führen Luciani auf eine scheinbar abwegige Spur und mitten in einen spektakulären Kunstbetrug. Ein echter Paglieri: spannend, witzig, intelligent & molto italiano „Ein Muss für alle, die wissen wollen, wie Italiens Seele wirklich tickt.“ Peter Henning
Sommer Ende Zwanzig
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Sommer Ende Zwanzig - bk112; Aufbau Verlag; Claudio Paglieri; pocket_book; 2003
Kein Schlaf für Commissario Luciani
- 476pages
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Italiens originellster Commissario ist wieder da Eigentlich ist der unbequeme Eigenbrötler Luciani nach seinem letzten skandalösen Fall beurlaubt. Doch sein Stellvertreter Giampieri sieht sich in eine Ermittlung verwickelt, die ihm über den Kopf zu wachsen droht. Vor allem, seit zwei Gestalten vom Geheimdienst versuchen, ihm gute Ratschläge zu geben, und ziemlich grob werden, wenn er sie missachtet. „Unterhaltsam und spannend geschrieben, für alle Freunde des italienischen Krimis.“ Leseperlen
Domenica nera
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Sul prato dello stadio di Genova i giocatori si guardano perplessi, sulle gradinate la folla rumoreggia. Il secondo tempo della partita che può decidere il campionato dovrebbe essere già iniziato, ma l'arbitro Ferretti non arriva. L'hanno trovato impiccato nel suo spogliatoio. È una bomba, per il mondo del calcio italiano. Impazzano i dubbi, le voci, le malignità. Il campionato viene interrotto. Tutti sussurrano la parola che non si può dire ad alta voce: corruzione. Serpeggia il sospetto che il suicidio - sempre che sia davvero un suicidio - sia legato alle torbide vicende che hanno segnato la carriera di Ferretti.
È una delle estati più calde degli ultimi anni, e neanche la Riviera Ligure scampa a quell'afa che mozza il fiato. A Villa Moncalvo, il conte regge tra le mani il suo bene più prezioso. Suo padre gliel'aveva detto: È un ritratto preso di profilo e t'inganna. Tu credi di poterlo guardare senza essere visto, in realtà è lui che legge dentro di te. Ma ora che la fine è imminente, il vecchio, senza moglie né figli, non deve rendere conto a nessuno. Forse solo a quel tesoro che nasconde da una vita, e che ora vorrebbe proteggere da mani avide. Quelle di Agnese, per esempio, la badante polacca che infatti, alla sua morte, si premura di fare pulizia nella casa, come giusta ricompensa per anni di fatica e dedizione. Una sollecitudine che non resta a lungo senza conseguenze. Nemmeno con Marco Luciani l'estate è molto clemente. Anche se a rubare il sonno al commissario della polizia di Genova non è il caldo, ma il pianto disperato del nuovo datore di lavoro. Alessandro è arrivato circa tre mesi prima, abbandonato in una cesta davanti alla sua casa di Camogli, e da quel momento la vita di Luciani non è più stata la stessa. Ma seppur messo a dura prova, il commissario non ha perduto il suo istinto. Sa che anche di fronte a una morte all'apparenza naturale bisogna porsi delle domande. Soprattutto se su di essa aleggia lo spettro di un capolavoro dal valore inestimabile, di cui si sono perse le tracce.

