Divertimento geometrico
Le origini geometriche della logica da Euclide a Hilbert
- 271pages
- 10 heures de lecture
Piergiorgio Odifreddi est un mathématicien, logicien et passionné d'histoire des sciences italien. Il est également très actif en tant qu'écrivain de vulgarisation scientifique et essayiste, notamment sous l'angle de l'athéisme philosophique en tant que membre de l'Union italienne des athées et agnostiques rationalistes. Son œuvre fait le lien entre la pensée scientifique et l'investigation philosophique, offrant une perspective rationaliste sur l'existence. L'écriture d'Odifreddi se caractérise par sa rigueur intellectuelle et sa capacité à communiquer clairement des idées complexes.






Le origini geometriche della logica da Euclide a Hilbert
Come tutte le scienze, anche la geometria affonda le sue radici nella notte dei tempi. Ricostruirne la storia significa ripercorrere il cammino stesso della civiltà umana e individuare le tracce lasciate da questa disciplina nelle opere d'arte di tutte le epoche e di tutti i popoli. A cominciare per esempio dalle piramidi, che ci rivelano le conoscenze degli Egizi nel campo dei poligoni e dei solidi, fino all'arte astratta di Kandinskij e Mondrian, le cui opere sembrano essere state pensate appositamente per illustrare un testo di geometria. Con il suo consueto stile, sempre leggero e divertente, Piergiorgio Odifreddi trasforma uno dei peggiori incubi scolastici per gli studenti di ogni generazione in questo viaggio attraente, ricco di sorprese e di curiosità. Una straordinaria occasione per riscoprire in una nuova luce vecchie conoscenze come Pitagora, Euclide e Archimede, per abbandonare timori e stereotipi, e partire con entusiasmo alla conquista dello spazio geometrico.
Il grande racconto della geometria moderna - Ediz. illustrata
Una via di fuga. Da cosa? E perché? Non certo dalla geometria, di cui si era brillantemente raccontata la storia del periodo classico, evidenziando i legami con scienza, natura, arte e architettura. Piergiorgio Odifreddi prosegue qui con la storia complementare del periodo moderno. Il riferimento alla fuga è musicale, poiché il libro si presenta come una composizione a più voci che si intrecciano per giungere a una conclusione: l’abbattimento del paradigma euclideo, spesso limitato nelle scuole, e la scoperta di straordinarie geometrie alternative che permeano la scienza e l'arte moderne e contemporanee. È anche pittorico, poiché una di queste geometrie alternative è quella proiettiva, ispirata dall'invenzione della prospettiva. Far convergere le rette parallele in un punto, chiamato "di fuga", ha rivoluzionato non solo l’arte del Rinascimento, ma anche la matematica nei secoli successivi, richiedendo un ripensamento della percezione e concezione dello spazio. Infine, il titolo ha un riferimento storico: si narra di una fuga letterale, non dalla geometria, ma dal vecchio Euclide e dai suoi Elementi, verso nuovi geometri e geometrie. Non è necessario gridare "Abbasso Euclide!", ma si può procedere verso nuovi punti di fuga che apriranno la mente e gli occhi alle conquiste della matematica e dell'arte.
«La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazione del mondo e dell'uomo, narrata in due versioni diverse e contraddittorie nei capitoli I-XI del Genesi». Comincia così questo viaggio che il matematico Piergiorgio Odifreddi compie dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, fino ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l'affermazione che quello della Bibbia è l'unico vero Dio una bestemmia nei confronti di colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l'intelligenza dell'universo e l'armonia del mondo. Come cittadino, afferma che il cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla ragione ciò che è della ragione e facendo emergere dai testi la verità: ovvero, dice Odifreddi, che «Mosè, Gesù e il papa sono nudi».
Se Dante dovesse riscrivere oggi la Divina Commedia non avrebbe che l’imbarazzo della scelta per popolare l’Inferno, ma chi potrebbe ospitare invece nel suo Paradiso? Dovrebbe cercare le versioni moderne dei santi o dei teologi e li troverebbe forse negli scienziati applicati o teorici, le cui invenzioni o scoperte ci permettono di vivere meglio la vita e di comprendere meglio il mondo. E se gli autori dei programmi televisivi dovessero spopolare i talk show dai nani e le ballerine che li affollano, per ripopolarli di giganti dell’intelletto e di acrobati del pensiero, dove mandarebbero i loro agenti a reclutarli? Alla cerimonia dei Nobel, dove ogni anno vengono assegnati i premi per l’economia, la medicina, la chimica e la fisica, o ai quadriennali Congressi Internazionali in cui vengono invece assegnate le medaglie Fields per la matematica. Poiché ad aspettare c’è rischio di invecchiare, Piergiorgio Odifreddi ha collezionato per sei anni, in giro per il mondo, interviste con premi Nobel e medaglie Fields, allestendo un suo personale programma di incontri con cinquanta menti straordinarie che hanno cambiato la scienza e il mondo, e che qui raccontano a un «matematico impertinente» che li solletica e li stuzzica le loro storie, le loro scoperte e i loro pensieri.
Dagli insiemi alla complessità - Nuova serie
Il Novecento è stato il secolo della matematica: in soli cent'anni si sono dimostrati più teoremi che nell'intero corso della storia, e molti di essi hanno trovato applicazione nei campi più svariati della scienza e perfino nell'umanesimo. "La matematica del Novecento" ricostruisce in una forma il più possibile facile e discorsiva la straordinaria vicenda di una disciplina spesso vissuta come astrusa e distante dalla vita quotidiana, descrivendone le idee, i risultati, i principali protagonisti, i problemi ancora irrisolti. Scorrono così di fronte agli occhi del lettore le imprese di alcuni giganti del secolo, da Einstein a Gödel. Si narrano le soluzioni di alcuni dilemmi, dal teorema di Fermat all'ipotesi del continuo. Si rivedono in luce moderna le teorie classiche, dall'aritmetica alla geometria. Si assiste alla nascita di nuovi strumenti, dal calcolo tensoriale alla teoria dei giochi. Si incontrano oggetti insoliti, dai nodi agli attrattori strani. Si scoprono applicazioni nei campi più svariati, dalla cristallografia all'economia. Si allestiscono le maggiori sfide del nuovo secolo, dall'ipotesi di Riemann alla congettura di Poincaré... In breve, ci si familiarizza con il linguaggio del terzo millennio, senza il quale non sarà possibile comprendere né la scienza né la tecnologia futura.
In Spagna e in Portogallo la galassia che gli antichi chiamavano Via Lattea si chiama Cammino di Santiago, perché indica la via da est a ovest che porta al luogo della supposta sepoltura dell'apostolo Giacomo (Iago in spagnolo, da cui Sant'Iago). In una sorta di inversione, il Cammino di Santiago si chiama a sua volta Via Lattea, per sottolineare la sua natura di via "sotto le stelle". La Via Lattea è anche il titolo di un film di Luis Buñuel del 1969 che narra le avventure di due pellegrini in cammino verso la tomba di San Giacomo, e i metaforici duelli sulle questioni dottrinali che li accompagnano per tutto il percorso, fino alla meta. In spirito programmaticamente buñueliano, il matematico ateo Piergiorgio Odifreddi e il giornalista credente Sergio Valzania (e per un tratto lo storico cattolico Franco Cardini) hanno affrontato il Cammino di Santiago de Compostela tra il 24 aprile e il 26 maggio 2008, dando vita a continue e quotidiane schermaglie verbali su Radio3. Le ripercorrono ora in questo libro: schermaglie che, partendo dalla contrapposizione fra la natura e Dio, si allargano a toccare non solo la scienza e la religione, ma anche l'etica, la filosofia, la storia e l'arte, per approdare infine a una meditazione sulla vita tutta.
Le religioni alla prova del nove
Italian
«È contro i fondamentalismi religiosi, gli anacronismi umanistici e le ottusità accademiche che coloro che hanno a cuore le sorti della scienza in particolare, e del pensiero razionale in generale, devono continuare a peccare di impenitenza: dando ciascun autore secondo le proprie possibilità, e rivolgendosi a ciascun pubblico secondo i suoi bisogni. Nel mio piccolo, io offro qui un divertimento in sette parti e settantasette variazioni, con un capo e una coda, per ripetere — come don Giovanni — un numero primo di volte (79) a fondamentalisti, anacronisti e ottusi: 'No, no, ch'io non mi pento!? E spero naturalmente che non si pentano, e soprattutto non se ne pentano, neppure i lettori.» E dunque «Fatti», «Opinioni», «Parole», «Pensieri», «Calcoli», «Esperimenti» e «Persone»: una veloce e multiforme galleria di situazioni, controversie, opere, ricordi, sfide, scoperte e individui per ricordare sempre la differenza che passa tra il pensiero argomentato e il fumo dell'incenso.
l'avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen
La logica è lo studio del logos, vale a dire del pensiero e del linguaggio. E poiché le più alte vette del pensiero e gli esiti più raffinati del linguaggio trovano espressione, tra l'altro, nella filosofia e nella matematica, l'autore guida il lettore tra i sentieri ininterrotti di questo paese delle meraviglie che, in un certo senso, sta a mezza strada tra Dio e il Diavolo. Un viaggio fra le trappole del pensiero che non si nega il piacere dell'aneddoto e in cui, attraverso le pieghe e le suggestioni del passato, Odifreddi compie un'analisi critica del presente.