La 4ème de couv. indique :"La personnalité d'Amedeo Modigliani (1884-1920) est celle d'une fulgurance créatrice qui réunit les extrêmes. Homme ordinaire, affamé, qui vit à Paris, il est aussi cet artiste glorieux qui se trouve placé au-dessus de la réalité. Morceau de marbre limpide, bloc de cristal intact à travers les époques de sa vie, Modigliani n'est pas uniquement sculpteur, pas seulement peintre, encore moins dessinateur : au-delà du temps et des styles, il demeure un magicien de l'art."
Fotografien, Gemälde, Zeichnungen und Plakate erzählen die Geschichte von Künstlern und wie sich ihre Kreativität in Montmartre entwickelte. Zwischen 1860 und 1920 strömten Künstler nach Montmartre und verwandelten es in eine kulturelle Mekka, das einen bleibenden Eindruck in der Kunstwelt hinterließ. Über 150 farbige Fotos, Gemälde, Zeichnungen und Plakate erzählen die erstaunliche Geschichte von so gefeierten Künstlern wie Degas, Picasso, Gauguin, Van Gogh und anderen und betonen ihre Kreativität und wie sie sich in der magischen Atmosphäre von Montmartre entwickelte.
Paulette Jourdain, che era allora una bambina, si ricorda che la notte in cui Modigliani morì all'ospedale, Zborowski non volle che Jeanne dormisse nello studio della Grande Chaumière. Paulette l'accompagnò in un piccolo albergo della rue de Seme. L'indomani Jeanne andò all'ospedale per rivedere Amedeo. Il padre, silenzioso e ostile, l'accompagnò. Rimase sulla soglia, racconta il dottor Barrieu, mentre Jeanne si avvicinava al cadavere. "Non lo baciò" scrive Stanislas Fumet, amico d'infanzia, con la moglie Aniuta, di Jeanne "ma lo guardò a lungo, senza dir nulla, come se i suoi occhi si appagassero della sua disgrazia. Si ritirò camminando a ritroso, fino alla porta. Conservava il ricordo del viso del morto e si sforzava di non vedere nient'altro". L'indomani, all'alba, Jeanne Hébuterne si gettò dal quinto piano. "Sembrava un angiolo" disse Foujita, che non rifugge dalla cattiva letteratura. Chantal Quenneville "Jeannette Hébuterne si era rifugiata dai suoi genitori, cattolici offesi della sua unione con l'ebreo Modigliani, e non diceva una parola. Erano trascorsi due o tre giorni quando domandai ad Andre 'E Jeannette?'. Mi guardò male. Si era gettata, la mattina, dalla finestra del quinto piano della casa dei suoi genitori.