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Universale economica. Saggi - 2214: Ancora dalla parte delle bambine

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Le eroine dei fumetti invitano le bambine a essere belle, mentre le riviste offrono test sentimentali e consigli di bellezza. I libri scolastici mostrano le madri dedite alla casa per i padri e i fratelli, e la pubblicità le ritrae come piccole cuoche. La moda le impone minigonne e tanga, mentre le bambole sexy riflettono sogni di carriere tradizionali come ballerine o madri. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti evidenziò come l'educazione all'inferiorità femminile si realizzasse rapidamente, dalla nascita all'ingresso nella scuola. Sebbene le apparenze possano sembrare cambiate, il mondo di Barbie continua a dominare. I media presentano più personaggi femminili, ma spesso confinati in stereotipi come fate e streghe. La scuola, divisa tra bulli e brave alunne, perpetua un piccolo branco femminile che trasmette frustrazione e impotenza alle nuove generazioni. Nel mondo occidentale, si osserva una guerra contro le donne, nonostante la narrazione contemporanea le rappresenti come potenti. È legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni e perché le donne che aspiravano a tutto si siano accontentate di briciole. L'infanzia rimane un periodo cruciale in cui le bambine apprendono una docilità travestita da ambizione, e si deve indagare su come ciò influisca sulle loro aspirazioni future. Occorre tornare nei luoghi in cui le bambine formano la loro identità: famiglia, scuola, media e letteratura.

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Universale economica. Saggi - 2214: Ancora dalla parte delle bambine, Loredana Lipperini, Elena Gianini Belotti

Langue
Année de publication
2010
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3,8
Très bien
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Langue
Italien
Éditeur
Feltrinelli
Publié
2010
Format
souple
Pages
284
ISBN10
8807722143
ISBN13
9788807722141
Séries
Évaluation
3,75 sur 5
Description
Le eroine dei fumetti invitano le bambine a essere belle, mentre le riviste offrono test sentimentali e consigli di bellezza. I libri scolastici mostrano le madri dedite alla casa per i padri e i fratelli, e la pubblicità le ritrae come piccole cuoche. La moda le impone minigonne e tanga, mentre le bambole sexy riflettono sogni di carriere tradizionali come ballerine o madri. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti evidenziò come l'educazione all'inferiorità femminile si realizzasse rapidamente, dalla nascita all'ingresso nella scuola. Sebbene le apparenze possano sembrare cambiate, il mondo di Barbie continua a dominare. I media presentano più personaggi femminili, ma spesso confinati in stereotipi come fate e streghe. La scuola, divisa tra bulli e brave alunne, perpetua un piccolo branco femminile che trasmette frustrazione e impotenza alle nuove generazioni. Nel mondo occidentale, si osserva una guerra contro le donne, nonostante la narrazione contemporanea le rappresenti come potenti. È legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni e perché le donne che aspiravano a tutto si siano accontentate di briciole. L'infanzia rimane un periodo cruciale in cui le bambine apprendono una docilità travestita da ambizione, e si deve indagare su come ciò influisca sulle loro aspirazioni future. Occorre tornare nei luoghi in cui le bambine formano la loro identità: famiglia, scuola, media e letteratura.