Bookbot

Tutto d'un pezzo. La mia partita sino alla fine

Paramètres

  • 192pages
  • 7 heures de lecture

En savoir plus sur le livre

«Alla palla che mi è arrivata addosso non è stato facile dare un nome. Poi ho capito che si chiama vita. Non sempre ci arriva come la desideriamo. Arriva anche sporca, pesante, mentre sei nel fango e fatichi dannatamente a muoverti. Buttala via? No! Io ho scelto di fermarla. Così, con il petto, e con quello che ci batte dentro, ho fermato la mia vita, ho saltato il dolore e ho provato a ripartire ancora una volta. Senza gambe, ma tutto d’un pezzo». In un giorno d’inverno, Mauro Bellugi scopre con raccapriccio che i suoi piedi, con cui ha calcato i campi della serie A, sono diventati neri a causa del Covid e di una patologia autoimmune. In ospedale, un amico medico gli comunica che deve amputare entrambe le gambe per salvarsi. Mauro decide di lottare e, insieme ad Andrea Mercurio, inizia a scrivere il libro che state leggendo. Non è solo il racconto di quei giorni sconcertanti, ma una storia di resilienza e passione che attraversa la sua carriera e vita. È la storia di un uomo allegro e coraggioso, sempre innamorato della vita. «L’Inter è mia madre. È la famiglia in cui i fratelli maggiori sono d’esempio, uomini come Burgnich, Corso e Facchetti. Ti verrebbe da dire: uomini come non ce ne sono più, ma poi ne rivedi la discendenza in Javier Zanetti o in Romelu Lukaku. L’Inter è il buio di una notte che si fa giorno. È speranza. L’Inter è domani».

Achat du livre

Tutto d'un pezzo. La mia partita sino alla fine, Mauro Bellugi, Andrea Mercurio

Langue
Année de publication
2021
Nous vous informerons par e-mail dès que nous l’aurons retrouvé.

Modes de paiement

Personne n'a encore évalué .Évaluer

Titre
Tutto d'un pezzo. La mia partita sino alla fine
Langue
Italien
Publié
2021
Pages
192
ISBN13
9791280229120
Séries
Description
«Alla palla che mi è arrivata addosso non è stato facile dare un nome. Poi ho capito che si chiama vita. Non sempre ci arriva come la desideriamo. Arriva anche sporca, pesante, mentre sei nel fango e fatichi dannatamente a muoverti. Buttala via? No! Io ho scelto di fermarla. Così, con il petto, e con quello che ci batte dentro, ho fermato la mia vita, ho saltato il dolore e ho provato a ripartire ancora una volta. Senza gambe, ma tutto d’un pezzo». In un giorno d’inverno, Mauro Bellugi scopre con raccapriccio che i suoi piedi, con cui ha calcato i campi della serie A, sono diventati neri a causa del Covid e di una patologia autoimmune. In ospedale, un amico medico gli comunica che deve amputare entrambe le gambe per salvarsi. Mauro decide di lottare e, insieme ad Andrea Mercurio, inizia a scrivere il libro che state leggendo. Non è solo il racconto di quei giorni sconcertanti, ma una storia di resilienza e passione che attraversa la sua carriera e vita. È la storia di un uomo allegro e coraggioso, sempre innamorato della vita. «L’Inter è mia madre. È la famiglia in cui i fratelli maggiori sono d’esempio, uomini come Burgnich, Corso e Facchetti. Ti verrebbe da dire: uomini come non ce ne sono più, ma poi ne rivedi la discendenza in Javier Zanetti o in Romelu Lukaku. L’Inter è il buio di una notte che si fa giorno. È speranza. L’Inter è domani».