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In novant'anni di storia, dal 1922 al 2011, l'Italia ha vissuto il Ventennio fascista e il quasi-ventennio berlusconiano, scegliendo di essere governata da uomini con una chiara vocazione autoritaria. Questa inclinazione potrebbe derivare da un popolo che, pur essendo nemico della libertà, mostra una propensione all'arbitrio. L'Italia vanta record di evasione fiscale, abusi edilizi e compravendita di voti, evidenziando una tendenza ad abdicare alle libertà civili. Da Leopardi a Carducci, fino a Gramsci, molti hanno messo in luce l'individualismo che si traduce in cricche e mafie. Dante e Guicciardini hanno denunciato l'amore per il "particolare" e il dolore della nazione. La vera libertà, faticosa e consapevole, sembra sconcertare, portando a cercare un Uomo della Provvidenza. Tangentopoli rappresentava un'opportunità di rinnovamento, ma ha lasciato spazio a un periodo buio per la democrazia. La storia difficile e divisa dell'Italia ha reso lo spirito civico difficile da instaurare. Oggi, in un momento di bisogno di orgoglio nazionale, questo libro esplora una debolezza del carattere italiano e invita a riscoprire il valore della politica e della condivisione. La libertà, come rispetto dei diritti di tutti, è un obiettivo da perseguire, non un'utopia.
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Il disagio della libertà, Corrado Augias
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