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Le nostre vite sono segnate da oggetti che restano impressi nella memoria, scandendo visioni e suoni che ci fissano per sempre. Vittorio Zucconi, instancabile inviato, affronta questo viaggio nel ricordo, ricucendo momenti di una vita popolata da personaggi straordinari. Gli oggetti si animano: il ticchettio della Lettera 22 paterna segna le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax, frutto di ingegneri Sony, aiuta a sfuggire alla noia degli inverni sovietici. Ci sono dibattiti sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l’aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, sempre sul punto di schiantarsi ma offrendo un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. L’ossessione ricorrente è la ricerca “illusoria e passeggera” del lato fresco del cuscino. Si alternano ricordi d’infanzia – le vacanze in Romagna, l’afa dell’Adriatico – e l’alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo di Dammam si cercava di dormire per non pensare alla “madre di tutte le guerre”. È un viaggio nella memoria, un’archeologia che diventa il romanzo di una vita, con un pizzico di nostalgia e l’ironia di un giornalista di razza.
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Il lato fresco del cuscino, Vittorio Zucconi
- Langue
- Année de publication
- 2018
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- (rigide),
- État du livre
- Très bon
- Prix
- 2,79 €
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- Titre
- Il lato fresco del cuscino
- Sous-titre
- Alla ricerca delle cose perdute
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Vittorio Zucconi
- Éditeur
- Feltrinelli
- Publié
- 2018
- Format
- rigide
- Pages
- 240
- ISBN10
- 8807070383
- ISBN13
- 9788807070389
- Séries
- Mots clés
- Biographies
- Évaluation
- 4,15 sur 5
- Description
- Le nostre vite sono segnate da oggetti che restano impressi nella memoria, scandendo visioni e suoni che ci fissano per sempre. Vittorio Zucconi, instancabile inviato, affronta questo viaggio nel ricordo, ricucendo momenti di una vita popolata da personaggi straordinari. Gli oggetti si animano: il ticchettio della Lettera 22 paterna segna le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax, frutto di ingegneri Sony, aiuta a sfuggire alla noia degli inverni sovietici. Ci sono dibattiti sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l’aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, sempre sul punto di schiantarsi ma offrendo un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. L’ossessione ricorrente è la ricerca “illusoria e passeggera” del lato fresco del cuscino. Si alternano ricordi d’infanzia – le vacanze in Romagna, l’afa dell’Adriatico – e l’alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo di Dammam si cercava di dormire per non pensare alla “madre di tutte le guerre”. È un viaggio nella memoria, un’archeologia che diventa il romanzo di una vita, con un pizzico di nostalgia e l’ironia di un giornalista di razza.




