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Nel poetico e tenebroso mondo boschivo di Mauro Corona, le favole non sono sempre idilliache. L'autore, con la sua vena caustica e dissacrante, affronta tematiche scomode, come dimostra la sua "fiaba cattiva" sul Natale, descritta come una festa che rivela i cattivi travestiti da buoni. In questo ideale seguito di Una lacrima color turchese, dove si accettava l'eccezionale scomparsa del Bambin Gesù, Corona si spinge oltre, sfidando i lettori ad accogliere il diverso. La narrazione inizia con l'apparizione di due statuine del Bambin Gesù, una bianca e l'altra nera, che si materializzano a mezzanotte in tutte le case del mondo. La reazione è prevedibile: tutti cercano di rimuovere la statuina di colore, poiché la tradizione vuole un Gesù dalla pelle bianca. Senza mezzi termini, l'autore ci costringe a confrontarci con le nostre responsabilità, sottolineando che "la guerra siamo noi", che agiamo in modo egoista e nascondiamo il marcio dentro di noi. Con un monito che risuona particolarmente alla luce dei recenti eventi legati ai migranti, Corona ci invita a riflettere su tolleranza e accettazione, rendendo la sua favola un urgente richiamo alla consapevolezza sociale.
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Favola in bianco e nero, Mauro Corona
- Langue
- Année de publication
- 2015
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- (rigide)
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- Langue
- Italien
- Auteurs
- Mauro Corona
- Éditeur
- Mondadori
- Publié
- 2015
- Format
- rigide
- Pages
- 93
- ISBN10
- 8804661143
- ISBN13
- 9788804661146
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Europe du Sud, Italie
- Évaluation
- 2,75 sur 5
- Description
- Nel poetico e tenebroso mondo boschivo di Mauro Corona, le favole non sono sempre idilliache. L'autore, con la sua vena caustica e dissacrante, affronta tematiche scomode, come dimostra la sua "fiaba cattiva" sul Natale, descritta come una festa che rivela i cattivi travestiti da buoni. In questo ideale seguito di Una lacrima color turchese, dove si accettava l'eccezionale scomparsa del Bambin Gesù, Corona si spinge oltre, sfidando i lettori ad accogliere il diverso. La narrazione inizia con l'apparizione di due statuine del Bambin Gesù, una bianca e l'altra nera, che si materializzano a mezzanotte in tutte le case del mondo. La reazione è prevedibile: tutti cercano di rimuovere la statuina di colore, poiché la tradizione vuole un Gesù dalla pelle bianca. Senza mezzi termini, l'autore ci costringe a confrontarci con le nostre responsabilità, sottolineando che "la guerra siamo noi", che agiamo in modo egoista e nascondiamo il marcio dentro di noi. Con un monito che risuona particolarmente alla luce dei recenti eventi legati ai migranti, Corona ci invita a riflettere su tolleranza e accettazione, rendendo la sua favola un urgente richiamo alla consapevolezza sociale.




