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Un romanzo poetico e delicato, un inno alla capacità della vita di rigenerarsi e trasformarsi. Jónas, quarantanove anni, ha un talento speciale per riparare le cose, ma la sua vita è in frantumi: ha appena divorziato, scopre che la sua amata figlia non è biologicamente sua, e sua madre è affetta da demenza. Con i suoi punti di riferimento svaniti, Jónas non sa più chi sia. Nemmeno i suoi diari giovanili, pieni di appunti su nuvole e corpi celesti, riescono a confortarlo; il giovane che era gli appare ora come un estraneo. In preda alla disperazione, considera il suicidio, ma non vuole che sia sua figlia a trovarlo. Decide così di morire all'estero, scegliendo un paese reduce da una guerra civile, ancora segnato da distruzione. Qui, all'Hotel Silence, arriva con un cambio di vestiti e la sua cassetta degli attrezzi. Tuttavia, l'incontro con le persone del posto, in particolare i giovani gestori dell'hotel e il loro bambino, cambia il suo piano giorno dopo giorno. L'autrice ha creato un'opera essenziale, tenera e ironica, un segno di pace che ci riavvicina all'umanità che resiste agli orrori del mondo.
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Hotel Silence, Stefano Rosatti, Auður Ava Ólafsdóttir
- Langue
- Année de publication
- 2018
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- (rigide)
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- Titre
- Hotel Silence
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Stefano Rosatti, Auður Ava Ólafsdóttir
- Éditeur
- Einaudi
- Publié
- 2018
- Format
- rigide
- Pages
- 200
- ISBN10
- 8806235982
- ISBN13
- 9788806235987
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Littérature contemporaine, Cadeaux pour papy, Santé mentale, Littérature nordique, Bricolage et DIY, Dépression, Divorce, Période post-guerre, Villages, Hôtels, Islande, Croatie, Yougoslavie, Littérature islandaise, Pensées sur le suicide
- Première publication
- 2016
- Titre original
- Ör
- Évaluation
- 3,75 sur 5
- Description
- Un romanzo poetico e delicato, un inno alla capacità della vita di rigenerarsi e trasformarsi. Jónas, quarantanove anni, ha un talento speciale per riparare le cose, ma la sua vita è in frantumi: ha appena divorziato, scopre che la sua amata figlia non è biologicamente sua, e sua madre è affetta da demenza. Con i suoi punti di riferimento svaniti, Jónas non sa più chi sia. Nemmeno i suoi diari giovanili, pieni di appunti su nuvole e corpi celesti, riescono a confortarlo; il giovane che era gli appare ora come un estraneo. In preda alla disperazione, considera il suicidio, ma non vuole che sia sua figlia a trovarlo. Decide così di morire all'estero, scegliendo un paese reduce da una guerra civile, ancora segnato da distruzione. Qui, all'Hotel Silence, arriva con un cambio di vestiti e la sua cassetta degli attrezzi. Tuttavia, l'incontro con le persone del posto, in particolare i giovani gestori dell'hotel e il loro bambino, cambia il suo piano giorno dopo giorno. L'autrice ha creato un'opera essenziale, tenera e ironica, un segno di pace che ci riavvicina all'umanità che resiste agli orrori del mondo.




