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L'entretien infini

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Anche qui, come negli altri libri dell'autore, la riflessione muove da testi, autori, studi, problemi proposti volta a volta dall'attualità. Questi incontri appartengono spesso alla produzione letteraria, a volte sono «recensioni» a libri di sintesi interpretativa trascese in un rapporto libero; ma sempre in una prospettiva generale di pensiero. In confronto agli altri lavori di Blanchot, questo appare dunque più filosofico; più frammentato e insieme più compatto. I singoli testi si susseguono in una fitta polifonia che riprende e sospende, nel tessuto discontinuo delle occasioni critiche, una serie di interrogativi sempre più essenziali. La complessità del discorso viene evidenziata nei capitoli di raccordo stesi in forma di dialogo, dove la polarizzazione della ricerca, nell'alternanza di due voci disincarnate, obbedisce a una funzione organizzativa, all'esigenza di regolare i tempi e i livelli di approfondimento. Tra le parti più intense e appassionanti del volume quella introduttiva in forma di dialogo, coi temi apparentemente misteriosi della «fatica», della «benevolenza», dell'«evento»; le pagine sul significato dell'Ebraismo, quelle sui terroristi; su Orfeo, Don Giovanni, Tristano; sul «quotidiano»; sul narrare; sulla critica; e la ricapitolazione finale su «L'assenza di libro».

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L'entretien infini, Maurice Blanchot

Langue
Année de publication
1969
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4,5
Très bien
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Titre
L'entretien infini
Langue
Français
Éditeur
GALLIMARD
Publié
1969
Format
souple
Pages
672
ISBN10
2070268268
ISBN13
9782070268269
Séries
Évaluation
4,5 sur 5
Description
Anche qui, come negli altri libri dell'autore, la riflessione muove da testi, autori, studi, problemi proposti volta a volta dall'attualità. Questi incontri appartengono spesso alla produzione letteraria, a volte sono «recensioni» a libri di sintesi interpretativa trascese in un rapporto libero; ma sempre in una prospettiva generale di pensiero. In confronto agli altri lavori di Blanchot, questo appare dunque più filosofico; più frammentato e insieme più compatto. I singoli testi si susseguono in una fitta polifonia che riprende e sospende, nel tessuto discontinuo delle occasioni critiche, una serie di interrogativi sempre più essenziali. La complessità del discorso viene evidenziata nei capitoli di raccordo stesi in forma di dialogo, dove la polarizzazione della ricerca, nell'alternanza di due voci disincarnate, obbedisce a una funzione organizzativa, all'esigenza di regolare i tempi e i livelli di approfondimento. Tra le parti più intense e appassionanti del volume quella introduttiva in forma di dialogo, coi temi apparentemente misteriosi della «fatica», della «benevolenza», dell'«evento»; le pagine sul significato dell'Ebraismo, quelle sui terroristi; su Orfeo, Don Giovanni, Tristano; sul «quotidiano»; sul narrare; sulla critica; e la ricapitolazione finale su «L'assenza di libro».