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Tu non sai quanto è ingiusto questo Paese. Perché l'Italia è la nazione più iniqua e feroce d'Europa

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Dopo aver aperto una salutare breccia nella retorica nazionalistica con "Terroni", Pino Aprile racconta, dati alla mano, come e perché in Italia oggi la disuguaglianza non ha eguali. È l'italiano il cittadino europeo con meno diritti di tutti, e in special modo se vive a Sud o nelle aree periferiche, se è in cerca di occupazione o l'ha persa, se è giovane, se è donna (e figuriamoci poi se è una madre single). Un Paese il nostro che, come fosse la feroce e grottesca nemesi di Robin Hood, aggiunge ogni volta disuguaglianze su disuguaglianze: soccorre i ricchi a spese dei poveri, i garantiti a scapito di chi non ha tutele, toglie risorse a chi ne ha di meno, investe solo dove c'è tutto. In Spagna, tanto per dire, l'alta velocità partì dalle regioni più povere, per favorirne la crescita: da noi esattamente il contrario, e a costi sette volte superiori rispetto alla confinante Francia. A Matera intanto, alla faccia della capitale europea della cultura, sono ancora lì ad aspettare il treno: da un secolo e mezzo. Un Paese senza una reale politica dello sviluppo, o per la famiglia, a parte episodiche regalie. Un Paese quindi più di sudditi che di cittadini, perché senza equità non ci può essere davvero cittadinanza, e senza diritto solo privilegio. Ecco perché questo libro urticante è destinato a diventare il vero banco di prova di ogni governo: perché solamente diventando meno iniqua l'Italia potrà ancora esistere.

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Tu non sai quanto è ingiusto questo Paese. Perché l'Italia è la nazione più iniqua e feroce d'Europa, Pino Aprile

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2021
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Titre
Tu non sai quanto è ingiusto questo Paese. Perché l'Italia è la nazione più iniqua e feroce d'Europa
Langue
Italien
Publié
2021
Format
souple
Pages
218
ISBN13
9791280229069
Séries
Description
Dopo aver aperto una salutare breccia nella retorica nazionalistica con "Terroni", Pino Aprile racconta, dati alla mano, come e perché in Italia oggi la disuguaglianza non ha eguali. È l'italiano il cittadino europeo con meno diritti di tutti, e in special modo se vive a Sud o nelle aree periferiche, se è in cerca di occupazione o l'ha persa, se è giovane, se è donna (e figuriamoci poi se è una madre single). Un Paese il nostro che, come fosse la feroce e grottesca nemesi di Robin Hood, aggiunge ogni volta disuguaglianze su disuguaglianze: soccorre i ricchi a spese dei poveri, i garantiti a scapito di chi non ha tutele, toglie risorse a chi ne ha di meno, investe solo dove c'è tutto. In Spagna, tanto per dire, l'alta velocità partì dalle regioni più povere, per favorirne la crescita: da noi esattamente il contrario, e a costi sette volte superiori rispetto alla confinante Francia. A Matera intanto, alla faccia della capitale europea della cultura, sono ancora lì ad aspettare il treno: da un secolo e mezzo. Un Paese senza una reale politica dello sviluppo, o per la famiglia, a parte episodiche regalie. Un Paese quindi più di sudditi che di cittadini, perché senza equità non ci può essere davvero cittadinanza, e senza diritto solo privilegio. Ecco perché questo libro urticante è destinato a diventare il vero banco di prova di ogni governo: perché solamente diventando meno iniqua l'Italia potrà ancora esistere.