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Il naturale disordine delle cose

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Il naturale disordine delle cose è al contempo un giallo, una storia di ossessione erotica e una meditazione sull'ordine e il disordine, sulla pienezza e il vuoto, e sui padri e le tracce che lasciano sui loro figli. Claudio Fratta è un paesaggista; un uomo naturalmente solitario, ma è anche un compagno affettuoso e giocoso per i suoi nipoti e un collega premuroso. Tuttavia, è ossessionato dal desiderio di vendetta contro l'usuraio che ha ridotto in miseria suo padre; dal perseguire una donna enigmatica e seducente; e tormentato dal senso di colpa per aver assistito alla morte del fratello per overdose. Ambientato in un paesaggio italiano sia immutato che profondamente segnato dal ventesimo secolo, Il naturale disordine delle cose è popolato da un autentico spaccato dell'Italia contemporanea: dilettanti benestanti, ex detenuti, secessionisti di destra, teorici della cospirazione di sinistra e lavoratori immigrati marocchini, cinesi e sikh. La prosa magistrale e fluida di Andrea Canobbio cattura non solo il carattere di Claudio—che non riesce a smettere di rimuginare sul suo passato—ma anche il tema centrale del libro: la sua storia è un peso, un'eredità di colpa, silenzio e incomprensione. Professionalmente, Claudio impone ordine al paesaggio, ma non può mettere a riposo il tragico passato per sé e per le persone che ama.

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Il naturale disordine delle cose, Andrea Canobbio

Langue
Année de publication
2004
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(rigide),
État du livre
Bon
Prix
2,79 €

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Titre
Il naturale disordine delle cose
Langue
Italien
Éditeur
Einaudi
Publié
2004
Format
rigide
Pages
262
ISBN10
8806166816
ISBN13
9788806166816
Séries
Description
Il naturale disordine delle cose è al contempo un giallo, una storia di ossessione erotica e una meditazione sull'ordine e il disordine, sulla pienezza e il vuoto, e sui padri e le tracce che lasciano sui loro figli. Claudio Fratta è un paesaggista; un uomo naturalmente solitario, ma è anche un compagno affettuoso e giocoso per i suoi nipoti e un collega premuroso. Tuttavia, è ossessionato dal desiderio di vendetta contro l'usuraio che ha ridotto in miseria suo padre; dal perseguire una donna enigmatica e seducente; e tormentato dal senso di colpa per aver assistito alla morte del fratello per overdose. Ambientato in un paesaggio italiano sia immutato che profondamente segnato dal ventesimo secolo, Il naturale disordine delle cose è popolato da un autentico spaccato dell'Italia contemporanea: dilettanti benestanti, ex detenuti, secessionisti di destra, teorici della cospirazione di sinistra e lavoratori immigrati marocchini, cinesi e sikh. La prosa magistrale e fluida di Andrea Canobbio cattura non solo il carattere di Claudio—che non riesce a smettere di rimuginare sul suo passato—ma anche il tema centrale del libro: la sua storia è un peso, un'eredità di colpa, silenzio e incomprensione. Professionalmente, Claudio impone ordine al paesaggio, ma non può mettere a riposo il tragico passato per sé e per le persone che ama.