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All’inizio del 2018, l’incredibile storia di Roberto Zanda, ultramaratoneta sardo sessantenne noto come «Massiccione», ha suscitato grande clamore. Impegnato nella Yukon Arctic Ultra, una corsa di 480 chilometri tra le nevi canadesi, Zanda affronta temperature estreme, fino a 50 gradi sotto zero. Durante la gara, qualcosa va storto: si perde e, prima di essere soccorso, trascorre quattordici ore in condizioni critiche, rischiando la vita per ipotermia. Sopravvive camminando a mani e piedi nudi per un giorno e una notte fino alla salvezza. Tuttavia, al rientro in Italia, deve subire l'amputazione delle gambe e parte delle mani. La sua storia, però, va oltre la sopravvivenza: Zanda ha sempre vissuto all’insegna dell’«oltre». Scampato a un’infanzia di violenza e povertà, ha servito nella Folgore e svolto vari lavori, per poi dedicarsi alle gare estreme a quarant’anni, trovando la libertà che cercava. Ha attraversato deserti e affrontato pericoli, tra cui una peritonite in Egitto, salvato dai beduini. Oggi, con protesi ipertecnologiche, è pronto a tornare all’avventura, con in programma una corsa nel deserto della Namibia. La sua storia ispira media italiani e internazionali, testimoniando una tenacia straordinaria e una vita che si rinnova oltre i limiti fisici. Questo racconto svela il segreto della sua forza e ci invita a riscoprire l’amore per la vita.

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La vita oltre, Roberto Zanda, Salvatore Vitellino

Langue
Année de publication
2018
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(souple),
État du livre
Bon
Prix
5,99 €

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3,9
Très bien
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Titre
La vita oltre
Langue
Italien
Publié
2018
Format
souple
Pages
266
ISBN10
8893881470
ISBN13
9788893881470
Séries
Évaluation
3,9 sur 5
Description
All’inizio del 2018, l’incredibile storia di Roberto Zanda, ultramaratoneta sardo sessantenne noto come «Massiccione», ha suscitato grande clamore. Impegnato nella Yukon Arctic Ultra, una corsa di 480 chilometri tra le nevi canadesi, Zanda affronta temperature estreme, fino a 50 gradi sotto zero. Durante la gara, qualcosa va storto: si perde e, prima di essere soccorso, trascorre quattordici ore in condizioni critiche, rischiando la vita per ipotermia. Sopravvive camminando a mani e piedi nudi per un giorno e una notte fino alla salvezza. Tuttavia, al rientro in Italia, deve subire l'amputazione delle gambe e parte delle mani. La sua storia, però, va oltre la sopravvivenza: Zanda ha sempre vissuto all’insegna dell’«oltre». Scampato a un’infanzia di violenza e povertà, ha servito nella Folgore e svolto vari lavori, per poi dedicarsi alle gare estreme a quarant’anni, trovando la libertà che cercava. Ha attraversato deserti e affrontato pericoli, tra cui una peritonite in Egitto, salvato dai beduini. Oggi, con protesi ipertecnologiche, è pronto a tornare all’avventura, con in programma una corsa nel deserto della Namibia. La sua storia ispira media italiani e internazionali, testimoniando una tenacia straordinaria e una vita che si rinnova oltre i limiti fisici. Questo racconto svela il segreto della sua forza e ci invita a riscoprire l’amore per la vita.