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La strage delle illusioni

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Nelle opere leopardiane si cela una riflessione storico-politica profonda e poco esplorata, meritevole di essere considerata tra i classici del genere, da Machiavelli a Tocqueville. Leopardi, con una concezione negativa della storia, critica aspramente la civiltà e il progresso, mantenendo una lucidità priva di superstizioni razionalistiche e tentazioni teologiche. Egli analizza con acume il "corpo mostruoso della società e della storia", presentando una visione estrema e irrisolta, ma non arbitraria, poiché contrappone all'utopia politica un'osservazione "fisiologica" dell'uomo e delle cose. Questa antologia offre una selezione rappresentativa dei pensieri leopardiani sulla politica e sulla civiltà, principalmente dallo Zibaldone e dall’epistolario. Il lettore troverà riflessioni attuali sul dissolversi delle nazioni nei governi, sulla polarità "amico-nemico", e sulla natura occulta della politica, dove gli eventi si manifestano senza rivelarne i motivi. Inoltre, emerge la visione di un'Italia perduta, inabissata nel cinismo e incapace di sopravvivere alla "strage delle illusioni". Leopardi avverte che senza il ritorno dell'immaginazione e delle illusioni, il mondo rischia di diventare un "serraglio di disperati" o un deserto.

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La strage delle illusioni, Giacomo Leopardi, Mario Andrea Rigoni

Langue
Année de publication
1992
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(souple),
État du livre
Abîmé
Prix
2,93 €

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4,4
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Titre
La strage delle illusioni
Langue
Italien
Éditeur
Adelphi
Publié
1992
Format
souple
Pages
314
ISBN10
8845909166
ISBN13
9788845909160
Séries
Évaluation
4,35 sur 5
Description
Nelle opere leopardiane si cela una riflessione storico-politica profonda e poco esplorata, meritevole di essere considerata tra i classici del genere, da Machiavelli a Tocqueville. Leopardi, con una concezione negativa della storia, critica aspramente la civiltà e il progresso, mantenendo una lucidità priva di superstizioni razionalistiche e tentazioni teologiche. Egli analizza con acume il "corpo mostruoso della società e della storia", presentando una visione estrema e irrisolta, ma non arbitraria, poiché contrappone all'utopia politica un'osservazione "fisiologica" dell'uomo e delle cose. Questa antologia offre una selezione rappresentativa dei pensieri leopardiani sulla politica e sulla civiltà, principalmente dallo Zibaldone e dall’epistolario. Il lettore troverà riflessioni attuali sul dissolversi delle nazioni nei governi, sulla polarità "amico-nemico", e sulla natura occulta della politica, dove gli eventi si manifestano senza rivelarne i motivi. Inoltre, emerge la visione di un'Italia perduta, inabissata nel cinismo e incapace di sopravvivere alla "strage delle illusioni". Leopardi avverte che senza il ritorno dell'immaginazione e delle illusioni, il mondo rischia di diventare un "serraglio di disperati" o un deserto.