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Napoli fine Novecento

Politici camorristi imprenditori

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Uno storico, consigliere comunale a Napoli tra il 1987 e il 1993, decide di applicare all'osservatorio civico di cui è testimone diretto gli strumenti della sua professione. E si accorge che gli argomenti della sua indagine disciplinare -gli scandali di fine Ottocento e dei primi del Novecento - scoloriscono drammaticamente di fronte al degrado morale e alle forme abnormi della corruzione contemporanea. Barbagallo rimonta pazientemente una notevole massa documentaria e ne fa scaturire un quadro impressionante: degli oltre 50.000 miliardi erogati al Sud per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980, la gran parte è stata dissipata in opere che poco o niente avevano a che fare con le aree terremotate, incrementando piuttosto il giro d'affari di imprese legate alla camorra o agli stessi potenti gruppi economici del Nord (dalla Fiat alle Cooperative), mentre i senzatetto risultavano ancora, alla fine del "decennio d'oro", il 15 per cento. Questo libro chiama in causa la gran parte del ceto politico napoletano, dai Cava agli Scotti, ai Cirino Pomicino e ai molti altri implicati, facendone emergere le responsabilità e mostrando con precisione di dettagli, come nessun altro libro aveva fatto finora, gli intrecci perversi e le illecite connivenze che hanno stravolto il profilo nobile del meridionalismo di un tempo in un sudismo accattone e deteriore.

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Napoli fine Novecento, Francesco Barbagallo

Langue
Année de publication
1997
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(souple),
État du livre
Bon
Prix
3,59 €

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Titre
Napoli fine Novecento
Sous-titre
Politici camorristi imprenditori
Langue
Italien
Éditeur
Einaudi
Publié
1997
Format
souple
Pages
187
ISBN10
8806143271
ISBN13
9788806143275
Séries
Description
Uno storico, consigliere comunale a Napoli tra il 1987 e il 1993, decide di applicare all'osservatorio civico di cui è testimone diretto gli strumenti della sua professione. E si accorge che gli argomenti della sua indagine disciplinare -gli scandali di fine Ottocento e dei primi del Novecento - scoloriscono drammaticamente di fronte al degrado morale e alle forme abnormi della corruzione contemporanea. Barbagallo rimonta pazientemente una notevole massa documentaria e ne fa scaturire un quadro impressionante: degli oltre 50.000 miliardi erogati al Sud per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980, la gran parte è stata dissipata in opere che poco o niente avevano a che fare con le aree terremotate, incrementando piuttosto il giro d'affari di imprese legate alla camorra o agli stessi potenti gruppi economici del Nord (dalla Fiat alle Cooperative), mentre i senzatetto risultavano ancora, alla fine del "decennio d'oro", il 15 per cento. Questo libro chiama in causa la gran parte del ceto politico napoletano, dai Cava agli Scotti, ai Cirino Pomicino e ai molti altri implicati, facendone emergere le responsabilità e mostrando con precisione di dettagli, come nessun altro libro aveva fatto finora, gli intrecci perversi e le illecite connivenze che hanno stravolto il profilo nobile del meridionalismo di un tempo in un sudismo accattone e deteriore.