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Il cavallo per le scale trascinato da un soldato ubriaco è un’immagine che s’imprime nella memoria di un bambino per riemergere dai ricordi nei momenti più inattesi. Il tema conduttore del libro è il difficile rapporto di un figlio con la madre malata e vicina alla fine. La domanda iniziale rivolta al protagonista («Tu ami tua madre?») apre una densa e acuta riflessione sulla morte che coinvolge il lettore con i meccanismi di una trama avvincente, attraverso ricordi, storie solo accennate, digressioni, momenti di graffiante ironia alternati a un alto lirismo, per poi chiudersi in modo inaspettato. La prosa di uno dei più incisivi scrittori contemporanei si pone come un dialogo profondo con il lettore, incalzandolo con interrogativi e dubbi, fino a quello più scomodo e provocatorio: se una madre perde la memoria, la propria coscienza e la propria identità, possiamo concepire la morte come un dono offerto a chi ci ha dato la vita?
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Il cavallo per le scale, Pavel Vilikovský, Alessandra Mura
- Langue
- Année de publication
- 2010
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- (souple),
- État du livre
- Très bon
- Prix
- 9,49 €
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- Titre
- Il cavallo per le scale
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Pavel Vilikovský, Alessandra Mura
- Éditeur
- Forum Editrice
- Publié
- 2010
- Format
- souple
- Pages
- 80
- ISBN10
- 8884206154
- ISBN13
- 9788884206152
- Séries
- Mots clés
- Fiction, Relations, Littérature slovaque, L'école, Romans courts, Relations familiales
- Première publication
- 1989
- Titre original
- Kôň na poschodí, slepec vo Vrábľoch
- Évaluation
- 3,35 sur 5
- Description
- Il cavallo per le scale trascinato da un soldato ubriaco è un’immagine che s’imprime nella memoria di un bambino per riemergere dai ricordi nei momenti più inattesi. Il tema conduttore del libro è il difficile rapporto di un figlio con la madre malata e vicina alla fine. La domanda iniziale rivolta al protagonista («Tu ami tua madre?») apre una densa e acuta riflessione sulla morte che coinvolge il lettore con i meccanismi di una trama avvincente, attraverso ricordi, storie solo accennate, digressioni, momenti di graffiante ironia alternati a un alto lirismo, per poi chiudersi in modo inaspettato. La prosa di uno dei più incisivi scrittori contemporanei si pone come un dialogo profondo con il lettore, incalzandolo con interrogativi e dubbi, fino a quello più scomodo e provocatorio: se una madre perde la memoria, la propria coscienza e la propria identità, possiamo concepire la morte come un dono offerto a chi ci ha dato la vita?


