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"Avevo diciassette anni quando ho iniziato a scrivere i miei primi articoli, era il 1937, e a ventuno ero giornalista professionista. Sono entrato nel mondo della stampa dalla porta principale. Non lo dico per orgoglio, ma perché non conoscevo proprio nessuno che potesse aiutarmi." È con questo spirito che Enzo Biagi ha affrontato il Novecento: una grande voglia di raccontare il nostro tempo e un'inimitabile capacità di aiutarci a comprenderlo. Durante la sua lunga carriera è stato testimone - o "piccolo involontario protagonista" di momenti storici che hanno lasciato il segno: la Resistenza e il Dopoguerra, gli anni del Boom e quelli di piombo, l'Italia delle mani sporche e quella dei nuovi potenti. Dalla Liberazione ai nostri giorni, "Io c'ero" presenta una ricca selezione di articoli, molti dei quali ormai introvabili, passando in rassegna gli eventi e i personaggi che hanno fatto epoca, i fatti di cronaca e di costume che ancora oggi segnano la nostra memoria comune. Si tratta di un patrimonio sempre più fragile e spesso minacciato, quello stesso patrimonio che Biagi ha cercato di tramandare con coerenza. A un anno dalla scomparsa è forse questa l'ultima lezione di un maestro del giornalismo: non essere mai stato un uomo per tutte le stagioni, pur riuscendo a raccontarle tutte.
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Io c'ero. Un grande giornalista racconta l'Italia del dopoguerra - a cura di Loris Mazzetti, Enzo Biagi, Loris Mazzetti
- Langue
- Année de publication
- 2008
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- (rigide),
- État du livre
- Bon
- Prix
- 7,49 €
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- Titre
- Io c'ero. Un grande giornalista racconta l'Italia del dopoguerra - a cura di Loris Mazzetti
- Langue
- Italien
- Auteurs
- Enzo Biagi, Loris Mazzetti
- Éditeur
- BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
- Publié
- 2008
- Format
- rigide
- Pages
- 522
- ISBN10
- 8817025895
- ISBN13
- 9788817025898
- Séries
- Mots clés
- Europe du Sud, Italie, Histoire de l'Europe
- Description
- "Avevo diciassette anni quando ho iniziato a scrivere i miei primi articoli, era il 1937, e a ventuno ero giornalista professionista. Sono entrato nel mondo della stampa dalla porta principale. Non lo dico per orgoglio, ma perché non conoscevo proprio nessuno che potesse aiutarmi." È con questo spirito che Enzo Biagi ha affrontato il Novecento: una grande voglia di raccontare il nostro tempo e un'inimitabile capacità di aiutarci a comprenderlo. Durante la sua lunga carriera è stato testimone - o "piccolo involontario protagonista" di momenti storici che hanno lasciato il segno: la Resistenza e il Dopoguerra, gli anni del Boom e quelli di piombo, l'Italia delle mani sporche e quella dei nuovi potenti. Dalla Liberazione ai nostri giorni, "Io c'ero" presenta una ricca selezione di articoli, molti dei quali ormai introvabili, passando in rassegna gli eventi e i personaggi che hanno fatto epoca, i fatti di cronaca e di costume che ancora oggi segnano la nostra memoria comune. Si tratta di un patrimonio sempre più fragile e spesso minacciato, quello stesso patrimonio che Biagi ha cercato di tramandare con coerenza. A un anno dalla scomparsa è forse questa l'ultima lezione di un maestro del giornalismo: non essere mai stato un uomo per tutte le stagioni, pur riuscendo a raccontarle tutte.



