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Paolo Rumiz

    Paolo Rumiz est un journaliste et écrivain italien dont le travail offre une plongée profonde dans les complexités des régions balkanique et danubienne. Il a fourni des reportages de première ligne sur des moments historiques cruciaux, notamment la dissolution de la Yougoslavie et les conflits en Croatie et en Bosnie. Ses dépêches depuis des endroits comme Islamabad et Kaboul lors de l'attaque américaine contre l'Afghanistan démontrent son engagement à documenter des événements géopolitiques importants. L'écriture de Rumiz se caractérise par sa rigueur journalistique et son regard sans concession sur l'expérience humaine en temps de crise.

    La leggenda dei monti naviganti
    Appia
    Der unendliche Faden
    Europa. Ein Gesang
    Die Seele des Flusses
    The fault line : traveling the other Europe, from Finland to Ukraine
    • An award-winning writer travels the eastern front of Europe, where the push/pull between old empires and new possibilities has never been more evident. Paolo Rumiz traces the path that has twice cut Europe in two—first by the Iron Curtain and then by the artificial scaffolding of the EU—moving through vibrant cities and abandoned villages, some places still gloomy under the ghost of these imposing borders, some that have sought to erase all memory of it and jump with both feet into the West (if only the West would have them). In The Fault Line, he is a sublime and lively guide through these unfamiliar landscapes, piecing together an atlas that has been erased by modern states, delighting in the discovery of communities that were once engulfed by geopolitics then all but forgotten, until now.The farther south he goes, the more he feels he is traveling not along some abandoned Eastern frontier, but right in the middle of things: Mitteleuropa wasn’t to be found in Viennese cafés but much farther east, beyond even Budapest and Warsaw. As in Ukraine, these remain places in flux, where the political and cultural values of the East and West have stared each other down for centuries. Rumiz gives a human face not just to what the Cold War left behind but to the ancient ties of empire and ethnicity that are still at the root of modern politics in flash-point areas such as this.

      The fault line : traveling the other Europe, from Finland to Ukraine
      3,7
    • Die Seele des Flusses

      Auf dem Po durch ein unbekanntes Italien

      Der Po, eine unbekannte Welt, ein grandioses Abenteuer: Kulturgeschichte von Italiens größtem Fluss. Italiens König der Flüsse ist einer der letzten blinden Flecken auf der Landkarte. Paolo Rumiz hat ihn zu Wasser erkundet: mit Kanu, Barke, Segelboot, von den Gebirgen des Piemont bis zur Mündung ins Adriatische Meer. Den selbsternannten Argonauten rund um Rumiz erschließt sich eine Welt ungeahnter Freiheiten. Wo oben, hinter dem Damm, der Verkehr tost, regiert auf dem Wasser die Stille, nur die Stimme des Flusses spricht. Die Reisenden lagern an verlassenen Ufern, nachts kreuzen Schmuggler und Piraten ihren Weg, Fischer erzählen von ihren Fängen und die Speisepläne spiegeln die Vielfalt von Natur und Mensch wider.

      Die Seele des Flusses
      4,5
    • Auf der Suche nach einem verlorenen Europa segeln vier moderne Argonauten über das Mittelmeer, der Hoffnung entgegen. Europa hat seine Ursprünge aus den Augen verloren. Um sie wiederzufinden, machen sich vier Gefährten mit einem alten Segelboot auf den Weg in Richtung Orient, dem Duft von Ginster und Senfblüten folgend. Doch bedrohlich lastet der Himmel über dem Mittelmeer, dem nassen Grab für Migranten. Im Hafen von Tyros flüchtet sich ein syrisches Mädchen an Bord, traumatisiert von Zwangsheirat, Krieg, Vergewaltigung. Ihr Name ist Evropa. Ihre Anwesenheit verbindet die Gegenwart mit der fernen Epoche der Mythen, als Zeus selbst in Gestalt eines Stiers die Königstochter über das offene Meer entführte. Paolo Rumiz’ großes modernes Epos über einen Kontinent, der dabei ist, seine Menschlichkeit zu verlieren. Geschrieben im Rhythmus der Wellen, im Gleichklang mit dem Rauschen des Meeres. „Sturmwind brist auf und die Wellen wachsen, laut fangen die Segel an zu klagen, sich blähen im Wind, während das Bugspriet sich aufbäumt und wieder absinkt in seiner unnachahmlichen Trägheit im Spiel der Wellen.“

      Europa. Ein Gesang
      5,0
    • Der unendliche Faden

      Reise zu den Benediktinern, den Erbauern Europas

      Rumiz sucht nach den Wurzeln eines offenen, barmherzigen und in die Zukunft gerichteten Europa – und findet sie in den Klöstern der Benediktiner. Der Wanderer Paolo Rumiz spürt den Jüngern des heiligen Benedikt von Nursia, dem Schutzpatron Europas, nach. Er besucht sie in ihren Abteien im Veneto, in der Lombardei, in Südtirol, in der Schweiz und in der Normandie, in Bayern, Belgien, Niederösterreich und Ungarn. Er spricht mit den Ordensleuten und findet in ihren Prinzipien eine positive Kraft – gerade heute, da Abgrenzung und Abschottung die Utopie der Gründer zu zerstören drohen. Europa, über Jahrhunderte geprägt von Invasionen und Migrationswellen, muss ein Raum der Gastlichkeit bleiben. Ein Raum, der auf ein menschenwürdiges Wirtschaften und der Hände Arbeit baut, auf die Freude an der Gemeinschaft, den Respekt gegenüber der Natur und vor allem auf Barmherzigkeit.

      Der unendliche Faden
      4,0
    • Appia

      • 362pages
      • 13 heures de lecture

      Un viaggio alla scoperta della Via Appia, la prima grande strada d'Europa, che si estende per oltre 540 km da Roma a Brindisi. L'autore, insieme a compagni di viaggio, esplora antiche ville, chiese medievali e castelli, riscoprendo la storia e la cultura del sud Italia, nonostante l'oblio di secoli.

      Appia
      3,9
    • Che cosa sono le montagne italiane? Quale identità portano con sé? Alpi e Appennini disegnano, insieme, una sorta di grande punto interrogativo. Che ha due risposte diverse. Per inseguirle, Paolo Rumiz si è imbarcato in un viaggio di ottomila chilometri che cavalca la lunga gobba montuosa della Balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Un itinerario che parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sul mare, e lungo tutto il percorso evoca metafore marine, come di chi veleggiando forse vola – in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste elettricità, grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un’Italia di quota, poco visibile e poco raccontata, dove la tv sembra dire storie di un altro pianeta.

      La leggenda dei monti naviganti
      4,0
    • Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il volume raccoglie per la prima volta scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e dell'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola

      È oriente
      3,6
    • La riscoperta della solitudine – su un'isola deserta con un faro nel Mediterraneo. Su una piccola isola nel Mediterraneo, i cui scogli scendono ripidi e dove le navi possono attraccare solo in mare calmo, svetta un faro solitario. Come un ciclope, scruta con il suo occhio l'orizzonte notturno, un punto di riferimento fisso e indispensabile per generazioni di marinai. Per tre lunghe settimane, Rumiz, il viaggiatore inquieto, trascorre il suo tempo lì, cercando di comprendere il mondo come il raggio di luce che di notte scruta il cielo e di giorno l'orizzonte. Impara a riconoscere l'arrivo di un temporale, ad ascoltare il vento, a volare con i gabbiani e a conversare con l'asino. Riflette sul Mediterraneo come spazio culturale che va da Trieste al Libano, luogo di scambi, commerci e guerre fino ad oggi, con una propria lingua franca. Questo viaggio immobile diventa un'avventura dello spirito.

      Il ciclope
      3,7
    • I narratori: Morimondo

      • 314pages
      • 11 heures de lecture

      Il Po, il grande fiume, è un'entità complessa e misteriosa. La sua storia e la sua geografia sembrano semplici, ma in realtà rivelano un mondo in trasformazione. Paolo Rumiz, insieme al suo equipaggio, esplora le acque del Po, scoprendo che il fiume è un Dio Serpente, una voce femminile che si esprime tra rive desolate. L'assenza di chi lo reclama rende necessario ascoltarlo, trasformando il viaggio in una storia profonda, ricca di memoria e introspezione. Rumiz riesce a rendere il Po un protagonista vivente, narrando le sue acque con un approccio inedito che risveglia i sensi e reinterpreta i colori delle terre circostanti, i sapori dei cibi e dei vini, e i dialetti delle persone che lo circondano. Gli incontri lungo il fiume arricchiscono il racconto, presentando figure come la cacciatrice di luoghi Valentina Scaglia e il raffinato corsaro Paolo Lodigiani, tra gli altri. Quella che inizia come un reportage si trasforma in un romanzo d'avventura e introspezione, un viaggio nell'immaginazione, immerso in un'atmosfera di mistero e connessione con l'anima del fiume.

      I narratori: Morimondo
      3,8
    • Narratori: Il filo infinito

      Viaggio alle radici d'Europa

      • 174pages
      • 7 heures de lecture

      Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede, seguendo la formula ora et labora. Lo fecero negli anni di violenza e anarchia dopo la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano devastanti. Con il loro esempio, cristianizzarono e resero europei i popoli pagani, salvando una cultura millenaria e riordinando un territorio in preda all'abbandono. I monasteri divennero presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico al Danubio, luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli abitanti seguono una Regola valida oggi, in un momento in cui i seminatori di discordia minacciano l’utopia dei padri. Quelle nere tonache ci ricordano che l’Europa è uno spazio di migrazioni, una terra “lavorata” dove è difficile separare l’opera della natura da quella dell’uomo. Una terra benedetta che non dovrebbe essere blindata. Da un mondo duro come l’Appennino, abituato a risorgere, può venire la spinta per ricostruire l’Europa. Quanto c’è di autenticamente cristiano in un Occidente materialista? Rumiz cerca risposte tra coloro che mantengono vivi i valori perduti, in un viaggio che è anche una navigazione interiore. “Cosa hanno fatto i monaci di Benedetto se non piantare presidi di preghiera e lavoro negli spazi più incolti d’Europa per tessere una rete di fili?”

      Narratori: Il filo infinito
      3,7
    • Tradita dal tradimento del suo amante, Takako lascia il lavoro e cade in una spirale di sonno per sfuggire al dolore. Un giorno, una telefonata da parte di uno zio, che non vede da dieci anni, la risveglia da questo torpore. Takako accetta di aiutare lo zio a gestire una libreria per un pomeriggio, solo per compiacere la madre. Ma ciò che la attende è la vecchia libreria Morisaki, un mondo di migliaia di libri che racchiudono tempo e storia. I libri curano le sue ferite interiori. E, ancor di più, Takako scopre molte cose nuove e affascinanti che non aveva mai conosciuto prima. La storia è leggera ma profonda, particolarmente per chi ha la passione per la collezione di libri antichi.

      Morimondo
      3,6
    • Trans Europa Express

      • 277pages
      • 10 heures de lecture

      2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l’Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell’Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre – nel frattempo – conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo – di quel mondo – attraverso il viaggiare.

      Trans Europa Express
    • La cotogna di Istanbul

      Ballata per tre uomini e una donna

      • 184pages
      • 7 heures de lecture

      Paolo Rumiz scommette sulla forza delle grandi storie e si affida al ritmo del verso, della ballata. Ne esce un romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco. Racconta di Max e Maša, e del loro amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del ’97. Un amico gli presenta la misteriosa Maša Dizdarević, “occhio tartaro e femori lunghi”, austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Scatta qualcosa. Un’attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto faccia, prima di ritrovarla passano tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che Maša gli ha cantato. Maša ora è malata, ma l’amore finalmente si accende. Da lì in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi, che strappa lacrime e sogni. Da lì in poi comincia un’avventura che porta Max nei luoghi magici di Maša, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione.

      La cotogna di Istanbul
    • Masken für ein Massaker

      Der manipulierte Krieg

      «Es gab einen Moment der Stille, und man hörte nur die Zikaden. Dann ertönte aus dem Hals von Drago ein langer Schrei: "Wie zum Teufel kann ein Christ die Ungläubigen beschützen?". Der Mann in Tarnkleidung begann, den Kolben seines Maschinengewehrs auf den Boden zu schlagen. Fasziniert stand Gojko im Türrahmen, mit heruntergelassener Unterhose. Drinnen weinte jemand, wahrscheinlich Frauen. Als die Salve losging und der Alte sich quer auf die Matte mit der Aufschrift Dobrodošli, "willkommen", fallen ließ, hatte sich der Ausdruck des ungläubigen Staunens bereits endgültig auf seinem Gesicht und in seinen Augen festgesetzt. [...] Drago und der alte Gojko wurden für mich zum Inbegriff des Schlüsseldualismus: die dreiste List des Bösen und die wehrlose Blindheit des Guten. Von da an erhellte sich alles, was ich in Bosnien gesehen hatte, mit neuer und einfacher Bedeutung. Plötzlich erinnerte ich mich, dass ich diese beiden unverwechselbaren Menschentypen schon viele Male inmitten der Menschenmengen getroffen hatte. Die Mehrheit war wie Gojko, mit demselben Ausdruck des Staunens. Viele hatte ich in diesem surrealen Frühling 1992 vorbeigehen sehen. Von Raubtieren wie Drago hingegen hatte ich nur sehr wenige getroffen. Höchstens zehn. Daraus schloss ich, dass das Gute zahlenmäßig das Böse überwiegt, aber nicht in der Lage ist, die Gefahr zu wittern.»

      Masken für ein Massaker
    • Eine Stimme aus der Tiefe

      Reise durch das unterirdische Italien

      • 320pages
      • 12 heures de lecture

      Stimmen aus der Tiefe, wo es brodelt, bebt, giftige Dämpfe und Erinnerungen aufsteigen. Auf der Reise zu den Grundfesten Italiens, von Sizilien bis Neapel, über den Apennin bis ins Friaul, tut sich ein Inferno an Verwerfungslinien auf. Das ist der Stoff für Rumiz’ leidenschaftliche Erkundungen in der Welt des Minotaurus. Er besteigt zerklüftete Berge auf den Äolischen Inseln und die Krater des Ätna, erkundet unterirdische Quellen im Karst, Höhlen der Eremiten in Kalabrien und frühchristliche Katakomben in Rom. Er befragt alte und neue Kulte und Mythen, spricht mit Menschen aus Wissenschaft, Politik und von der Straße und erzählt so vom Alltag im Schatten des Unvorhersehbaren. Wie leben auf so unsicherem Terrain? Geschichten von Katastrophen, Unwägbarkeiten und Wundern.

      Eine Stimme aus der Tiefe