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Narratori: Il filo infinito

Viaggio alle radici d'Europa

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Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede, seguendo la formula ora et labora. Lo fecero negli anni di violenza e anarchia dopo la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano devastanti. Con il loro esempio, cristianizzarono e resero europei i popoli pagani, salvando una cultura millenaria e riordinando un territorio in preda all'abbandono. I monasteri divennero presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico al Danubio, luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli abitanti seguono una Regola valida oggi, in un momento in cui i seminatori di discordia minacciano l’utopia dei padri. Quelle nere tonache ci ricordano che l’Europa è uno spazio di migrazioni, una terra “lavorata” dove è difficile separare l’opera della natura da quella dell’uomo. Una terra benedetta che non dovrebbe essere blindata. Da un mondo duro come l’Appennino, abituato a risorgere, può venire la spinta per ricostruire l’Europa. Quanto c’è di autenticamente cristiano in un Occidente materialista? Rumiz cerca risposte tra coloro che mantengono vivi i valori perduti, in un viaggio che è anche una navigazione interiore. “Cosa hanno fatto i monaci di Benedetto se non piantare presidi di preghiera e lavoro negli spazi più incolti d’Europa per tessere una rete di fili?”

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Narratori: Il filo infinito, Paolo Rumiz

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Année de publication
2019
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3,7
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Titre
Narratori: Il filo infinito
Sous-titre
Viaggio alle radici d'Europa
Langue
Italien
Éditeur
Feltrinelli
Publié
2019
Format
souple
Pages
174
ISBN10
8807033240
ISBN13
9788807033247
Séries
Évaluation
3,7 sur 5
Description
Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede, seguendo la formula ora et labora. Lo fecero negli anni di violenza e anarchia dopo la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano devastanti. Con il loro esempio, cristianizzarono e resero europei i popoli pagani, salvando una cultura millenaria e riordinando un territorio in preda all'abbandono. I monasteri divennero presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico al Danubio, luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli abitanti seguono una Regola valida oggi, in un momento in cui i seminatori di discordia minacciano l’utopia dei padri. Quelle nere tonache ci ricordano che l’Europa è uno spazio di migrazioni, una terra “lavorata” dove è difficile separare l’opera della natura da quella dell’uomo. Una terra benedetta che non dovrebbe essere blindata. Da un mondo duro come l’Appennino, abituato a risorgere, può venire la spinta per ricostruire l’Europa. Quanto c’è di autenticamente cristiano in un Occidente materialista? Rumiz cerca risposte tra coloro che mantengono vivi i valori perduti, in un viaggio che è anche una navigazione interiore. “Cosa hanno fatto i monaci di Benedetto se non piantare presidi di preghiera e lavoro negli spazi più incolti d’Europa per tessere una rete di fili?”