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Secondo Peter Sloterdijk, il ventesimo secolo è iniziato in un giorno e in un luogo specifici: il 22 aprile 1915, a Ypres, nel nord della Francia. Quel giorno, l'esercito tedesco utilizzò un gas clorino destinato a sterminare indiscriminatamente. Fino ad allora, la guerra, come descritta da Clausewitz e praticata da Napoleone, comportava l'attacco prima alla funzione vitale dell'avversario. L'uso del gas tossico segnò il passaggio dalla guerra classica al terrorismo. Questo terrore dall'aria inaugurò un'era in cui l'idea principale non era più quella di colpire il corpo nemico, ma il suo ambiente. Da quel momento, ciò che sarebbe stato attaccato in tempo di guerra e in tempo di pace sarebbero state le stesse condizioni necessarie per la vita. Questo tipo di terrorismo divenne la matrice della guerra moderna e postmoderna, dal gas tossico della Prima Guerra Mondiale al Zyklon B nazista usato ad Auschwitz, dai bombardamenti di Dresda all'attacco al World Trade Center. Sloterdijk descrive anche l'offensiva dell'estetica moderna, il terrorismo estetico dal Surrealismo a Malevich, un "atmo-terrorismo" nelle arti che parallela l'assalto all'ambiente originato dalla guerra.
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Terrore nell'aria, Peter Sloterdijk
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