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La pelle

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Un viaggio allucinato e infernale nella Napoli appena liberata dagli americani, un susseguirsi di storie al limite della visionarietà nei meandri di una città distrutta, sfinita, quasi in putrefazione, una grottesca rappresentazione del dolore, della bestialità, della miseria e della turpitudine: il romanzo-scandalo di Curzio Malaparte pare voler colpire con tutti i mezzi a disposizione le pigre coscienze dei lettori, proponendo un vasto e terrorizzante campionario di orrori e di abiezioni. Dal pranzo del generale Cork, in cui viene imbandita una bambina, alla vendita della ragazzina ancora vergine, al frenetico sabba omosessuale della “figliata”, si delinea a poco a poco un universo oscuro e perverso, che ha smarrito il senso della distinzione fra bene e male, e che tutti ingloba, sia vincitori che vinti, in un vischioso e insensato Nulla, ove l’unica cosa che resta da fare è «lottare e soffrire per la propria pelle».

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La pelle, Curzio Malaparte

Langue
Année de publication
2003
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Langue
Italien
Publié
2003
Format
rigide
Pages
315
ISBN10
8497890922
ISBN13
9788497890922
Séries
Première publication
1949
Titre original
La pelle
Évaluation
4,05 sur 5
Description
Un viaggio allucinato e infernale nella Napoli appena liberata dagli americani, un susseguirsi di storie al limite della visionarietà nei meandri di una città distrutta, sfinita, quasi in putrefazione, una grottesca rappresentazione del dolore, della bestialità, della miseria e della turpitudine: il romanzo-scandalo di Curzio Malaparte pare voler colpire con tutti i mezzi a disposizione le pigre coscienze dei lettori, proponendo un vasto e terrorizzante campionario di orrori e di abiezioni. Dal pranzo del generale Cork, in cui viene imbandita una bambina, alla vendita della ragazzina ancora vergine, al frenetico sabba omosessuale della “figliata”, si delinea a poco a poco un universo oscuro e perverso, che ha smarrito il senso della distinzione fra bene e male, e che tutti ingloba, sia vincitori che vinti, in un vischioso e insensato Nulla, ove l’unica cosa che resta da fare è «lottare e soffrire per la propria pelle».