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La martingala rovesciata

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A rendere atipica, quasi capricciosa, questa storia di detection, è a prima vista l'atmosfera. Parrebbe che Crommelynck, l'autore di quelle «farse» borghesi di cui la più nota è Le cocumagnifique, intenda trasferire nel giallo le costruzioni proprie del théâtre boulevardier: il meccanismo dell'equivoco, il gioco dei ritmi, gli effetti dosati (la cui tradizionale precisione, del resto, non è estranea allo schematismo del racconto poliziesco). Soprattutto sembra che voglia distrarre, nell'ambientazione leggera, da una cruda storia nera. Una catena di omicidi, con frequenze e meccaniche immutabili, atterrisce Parigi; e il geniale Larose, affascinante ex attore, promette di scoprire il colpevole in dodici giorni, in corsa con l'assassino e in competizione coll'ispettore di polizia, applicando un sistema statistico-matematico. Scritto nel 1949 a feuilleton e pubblicato nel 1950 in volume, il racconto era nato, come idea, una ventina d'anni prima a Montecarlo, sperimentando alla roulette un sistema di puntate, una martingala «rovesciata». E, dal sistema, la storia conserva il destino di chi vuole vincere il caso. Un destino di «necessità» (come opposto a «libero» e «casuale»), che, nel giallo, corrisponde a un intreccio geometricamente inoppugnabile e insieme verosimile, ma a costo di svelare la morale nascosta di ogni investigatore: «non si entra nella vita degli altri che per la porta della morte».

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La martingala rovesciata, Fernand Crommelynck

Langue
Année de publication
2000
Reliure
(souple)
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2,7
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Titre
La martingala rovesciata
Langue
Italien
Publié
2000
Format
souple
ISBN10
883890359x
ISBN13
9788838903595
Séries
Évaluation
2,7 sur 5
Description
A rendere atipica, quasi capricciosa, questa storia di detection, è a prima vista l'atmosfera. Parrebbe che Crommelynck, l'autore di quelle «farse» borghesi di cui la più nota è Le cocumagnifique, intenda trasferire nel giallo le costruzioni proprie del théâtre boulevardier: il meccanismo dell'equivoco, il gioco dei ritmi, gli effetti dosati (la cui tradizionale precisione, del resto, non è estranea allo schematismo del racconto poliziesco). Soprattutto sembra che voglia distrarre, nell'ambientazione leggera, da una cruda storia nera. Una catena di omicidi, con frequenze e meccaniche immutabili, atterrisce Parigi; e il geniale Larose, affascinante ex attore, promette di scoprire il colpevole in dodici giorni, in corsa con l'assassino e in competizione coll'ispettore di polizia, applicando un sistema statistico-matematico. Scritto nel 1949 a feuilleton e pubblicato nel 1950 in volume, il racconto era nato, come idea, una ventina d'anni prima a Montecarlo, sperimentando alla roulette un sistema di puntate, una martingala «rovesciata». E, dal sistema, la storia conserva il destino di chi vuole vincere il caso. Un destino di «necessità» (come opposto a «libero» e «casuale»), che, nel giallo, corrisponde a un intreccio geometricamente inoppugnabile e insieme verosimile, ma a costo di svelare la morale nascosta di ogni investigatore: «non si entra nella vita degli altri che per la porta della morte».