Bookbot

Vita. Introduzione e note di Marco Cerruti

Paramètres

  • 356pages
  • 13 heures de lecture

En savoir plus sur le livre

È la primavera del 1790 quando Vittorio Alfieri inizia a scrivere La Vita. Dalla casa di rue de Provence ha seguito la stampa parigina delle proprie tragedie; passando in carrozza fra le macerie della Bastiglia, ha assistito al dilagare della violenza. In questo tempo estremo, in cui i destini sono travolti dagli eventi della storia, si moltiplicano gli scritti autobiografici, dai Memoires, stampati da Goldoni nel 1787 per affermare la vocazione di commediografo, alle Confessions di Rousseau, completate l'anno successivo. Altri, come Casanova, avrebbero pubblicato scritti giocati su memoria e menzogna. Alfieri è al centro di questa temperie culturale, eppure La Vita segna per lui il culmine di un percorso di autoconoscenza, avviato nelle pagine di un diario giovanile e proseguito in generi letterari diversi: una ricerca della propria identità nel metaforico specchio della mente, con la capacità di prendere le distanze dal proprio personaggio, di estraniarsi dalla materia trattata per decantarla, se necessario, nel filtro dell'ironia. La sua autobiografia fu cominciata a poco più di quarant'anni, dopo aver scritto le tragedie e soprattutto dopo aver vissuto l'amara delusione della degenerazione della Rivoluzione francese. La Vita è quindi molti libri in uno: le memorie dell'infanzia e le avventure della maturità, gli amori, la riflessione politica e infine quella poetica, che trasformano quest'opera nell'unico, autentico romanzo del nostro Settecento.

Achat du livre

Vita. Introduzione e note di Marco Cerruti, Vittorio Alfieri, Marco Cerruti

Langue
Année de publication
1987
product-detail.submit-box.info.binding
(souple),
État du livre
Très bon
Prix
6,49 €

Modes de paiement

Personne n'a encore évalué .Évaluer

Titre
Vita. Introduzione e note di Marco Cerruti
Langue
Italien
Éditeur
Rizzoli
Publié
1987
Format
souple
Pages
356
ISBN10
881716593X
ISBN13
9788817165938
Séries
Description
È la primavera del 1790 quando Vittorio Alfieri inizia a scrivere La Vita. Dalla casa di rue de Provence ha seguito la stampa parigina delle proprie tragedie; passando in carrozza fra le macerie della Bastiglia, ha assistito al dilagare della violenza. In questo tempo estremo, in cui i destini sono travolti dagli eventi della storia, si moltiplicano gli scritti autobiografici, dai Memoires, stampati da Goldoni nel 1787 per affermare la vocazione di commediografo, alle Confessions di Rousseau, completate l'anno successivo. Altri, come Casanova, avrebbero pubblicato scritti giocati su memoria e menzogna. Alfieri è al centro di questa temperie culturale, eppure La Vita segna per lui il culmine di un percorso di autoconoscenza, avviato nelle pagine di un diario giovanile e proseguito in generi letterari diversi: una ricerca della propria identità nel metaforico specchio della mente, con la capacità di prendere le distanze dal proprio personaggio, di estraniarsi dalla materia trattata per decantarla, se necessario, nel filtro dell'ironia. La sua autobiografia fu cominciata a poco più di quarant'anni, dopo aver scritto le tragedie e soprattutto dopo aver vissuto l'amara delusione della degenerazione della Rivoluzione francese. La Vita è quindi molti libri in uno: le memorie dell'infanzia e le avventure della maturità, gli amori, la riflessione politica e infine quella poetica, che trasformano quest'opera nell'unico, autentico romanzo del nostro Settecento.