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A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre

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"Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di 4 gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si potevano fare i tuffi in mare dalla Torre Eiffel e una spiaggia in Scandinavia diventò la nuova Saint-Tropez." Da un alto sperone di roccia, il saggio Exelon racconta al popolo la storia del pianeta Terra e dei suoi abitanti che si sono estinti. A provocare la scomparsa dell'intera popolazione terrestre non è stato un evento improvviso, tipo la collisione con un altro pianeta o una pioggia di è stato l'uomo con la sua sfrenata voglia di consumismo ad aver consumato anche la cara madre Terra. L'aspetto più grottesco è che tutti sapevano tutto, sottolinea Exelon. Bastava guardarsi intorno. Non era difficile capire le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai perenni come fossero Cornetti Algida a Ferragosto. E così pure della desertificazione galoppante, veloce come Usain Bolt. Invece niente. L'umanità ha continuato a violare l'equilibrio dell'ecosistema fino a rendere l'intero pianeta una palla infuocata e invivibile. Fine della storia. Con "A nessuno piace caldo" Giobbe Covatta affronta con divertita arguzia un tema molto l'irresponsabilità ambientale di gran parte della specie umana.

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A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre, Giobbe Covatta, Paola Catella

Langue
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2015
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Titre
A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre
Langue
Italien
Éditeur
Mondadori
Publié
2015
Format
souple
Pages
150
ISBN10
8804656158
ISBN13
9788804656159
Séries
Mots clés
Description
"Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di 4 gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si potevano fare i tuffi in mare dalla Torre Eiffel e una spiaggia in Scandinavia diventò la nuova Saint-Tropez." Da un alto sperone di roccia, il saggio Exelon racconta al popolo la storia del pianeta Terra e dei suoi abitanti che si sono estinti. A provocare la scomparsa dell'intera popolazione terrestre non è stato un evento improvviso, tipo la collisione con un altro pianeta o una pioggia di è stato l'uomo con la sua sfrenata voglia di consumismo ad aver consumato anche la cara madre Terra. L'aspetto più grottesco è che tutti sapevano tutto, sottolinea Exelon. Bastava guardarsi intorno. Non era difficile capire le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai perenni come fossero Cornetti Algida a Ferragosto. E così pure della desertificazione galoppante, veloce come Usain Bolt. Invece niente. L'umanità ha continuato a violare l'equilibrio dell'ecosistema fino a rendere l'intero pianeta una palla infuocata e invivibile. Fine della storia. Con "A nessuno piace caldo" Giobbe Covatta affronta con divertita arguzia un tema molto l'irresponsabilità ambientale di gran parte della specie umana.